In Istria vola il prezzo dell’olio d’oliva sfuso: il costo medio sale a 17 euro al litro
Nel 2021 ne bastavano 11. Pesano i rincari di acqua, energia e personale. Prevista una raccolta abbondante. E la qualità si annuncia ottima

DISGNANO Fa gridare allo scandalo il prezzo di 17 euro al litro dell’olio d’oliva novello venduto sfuso negli oleifici della penisola. È un bel balzo rispetto agli 11 – 12 euro dello scorso anno per cui in molti di chiedono cosa ci sia alla base del sensibile ritocco.
L’olio più caro in assoluto nella penisola istriana dovrebbe essere quello del giovane produttore Sandi Chiavalon di Dignano. Nel 2021 per la bottiglia di mezzo litro bisognava sborsare 18,6 euro, quest’anno invece 21,3 euro. Però - come egli stesso afferma, il suo olio è totalmente biologico, nel senso che gli olivi non vengono trattati con preparati chimici ma del tutto naturali. Sul perchè del drastico rincaro dell’olio qualcuno risponde ironicamente: «Anche in questo caso tutto colpa di Putin e della guerra in Ucraina».
Il riferimento, come spiegano anche altri viticoltori/produttori, è ai rincari che hanno interessato l’acqua necessaria al processo tecnologico, la corrente elettrica e la forza lavoro. A proposito di quest’ultima, un grosso produttore della zona di Dignano offre due pasti e il compenso giornaliero di 40 euro a ogni lavoratore impegnato nella raccolta. Tali costi a loro volta hanno determinato il rincaro dal 30 al 50 % della tariffa per la lavorazione delle olive che quest’anno è in media di 33 centesimi di euro al chilogrammo.
Per quel che riguarda il raccolto, in linea di massima dovrebbe essere superiore a quello dell’annata scorsa. Un dato indicativo arriva dall’oleificio di Dignano, il più vecchio in Istria dove un anno fa erano state macinate 600 tonnellate di oliva mentre quest’anno si dovrebbe arrivare a quota mille. A proposito della qualità , la prolungata siccità ha avuto anche i suoi effetti positivi, nel senso che ci sono state meno malattie per cui si attende un olio di qualità eccellente.
Intanto la raccolta prosegue a pieno ritmo negli oliveti della penisola dove crescono circa 1,5 milioni di olivi, di cui quasi un terzo nel comprensorio dignanese. Proprio a Dignano si stanno preparando le tradizionali giornate dell’olio novello nella seconda metà di novembre, quest’anno con diverse novità. In primo luogo il nuovo nome, vale a dire Istravirgin e quindi la location. Non più nel tendone eretto dietro la Casa del giovane ma nell’edificio dell’ex scuola elementare, da anni in disuso che quindi verrà rispolverato e rimesso in funzione. In media i visitatori nei tre giorni di apertura sono sui 20 mila.
Riproduzione riservata © il Nord Est





