Il guardiano del faro: «Sull’isola di Pelagosa ho trovato la felicità»

Vojislav vive in uno degli appartamenti del faro austroungarico, il più grande in Adriatico, costruito nel 1875, costruzione che condivide con altri tre guardiani.

Andrea Marsanich
Le onde che si sono abbattute su Pelagosa
Le onde che si sono abbattute su Pelagosa

Una sciroccata eccezionale. A certificarlo le immagini scattate dal guardiano del faro dell’isola di Pelagosa (Palagruža), uno dei quattro che si alternano in quest’isoletta croata in mezzo all’Adriatico, il 62enne Vojislav Šain.

Nelle vicinanze di Pelagosa – isola che è lunga 1,4 chilometri, larga 300 metri e che presenta un’altitudine massima di 103 metri – il mareografo ha misurato tra mercoledì e giovedì onde alte 8,2 metri. Un dato certamente impressionante ma che non ha sorpreso, né spaventato più di tanto, Vojislav (Vojo), guardiano a Pelagosa dall’ormai lontano 1999.

«È stato registrato a Pelagosa un refolo di scirocco di 137 chilometri orari. Ma che volete – ha raccontato Šain – siamo abituati a certe condizioni estreme, fa parte del nostro lavoro. Se non riesci a sopportare il maltempo a Pelagosa è meglio che cambi mestiere. Non può essere altrimenti se vivi in un isolotto che dista 59 chilometri dalla prima isola abitata, quella di Lagosta (Lastovo) e 53 dalla costa italiana».

Intervistato dai media dalmati dopo la recente mareggiata, Šain ha precisato che in questi ultimi due decenni sono stati rilevati due eventi da record: vento di scirocco a 200 chilometri orari e un’onda di 12,6 metri. «Qui non ci sono mezze misure. O ti piace lavorare a contatto con la natura, oppure devi andartene via. Io qui ho trovato la mia dimensione, dopo anni di lavoro al cantiere navale di Curzola, cinque anni di partecipazione alla guerra patria e poi un paio d’anni come marittimo. Dopo avere divorziato, ho avuto la grossa fortuna di incontrare Manuela, di origine tedesca, incontrata per la prima volta a Stagno, in Dalmazia. Ci siamo sposati – ha raccontato ancora Šain – e lei ha deciso di venire a vivere con me a Pelagosa e, quando sono libero, a Zavallettizza, sull’isola di Curzola».

Vojislav ha spiegato che la sua compagna non aveva mai avuto esperienze legate al mare in precedenza, che poi ha imparato ad amare. La coppia vive in uno degli appartamenti del faro austroungarico, il più grande in Adriatico, costruito nel 1875, costruzione che condivide con altri tre guardiani. Il lavoro è ripartito in questo modo: un mese di attività per due dei quattro guardiani, mentre il mese successivo è di turno l’altro duo. I turni per ogni singolo guardiano durano 12 ore.

Vojo e Manuela hanno diverse galline a Pelagosa e quindi uova fresche, mentre il loro asino non c’è più. Una vita insomma singolare. Ma «sono e siamo felici di vivere questa avventura, lontani dalla civiltà, dalla confusione, tra mare e natura incomparabili», chiude il guardiano del faro. —

 

Riproduzione riservata © il Nord Est