Inizia il Bled Strategic Forum: l’allargamento a est dell’Ue al centro

Lunedì parte la due giorni di geopolitica a tema “Un mondo fuori controllo”. Tra i relatori quattro presidenti, altrettanti premier e dieci ministri degli Esteri

Stefano Giantin
Una panoramica sul lago di Bled, in Slovenia
Una panoramica sul lago di Bled, in Slovenia

Un mondo fuori controllo, alla deriva. Oppure uscito di senno. Sono le possibili traduzioni di “A Runaway World”, slogan che è stato scelto per la nuova edizione – la ventesima – del Bled Strategic Forum (Bsf), da decenni l’appuntamento dedicato alla politica estera di maggior prestigio in Slovenia e oltre.

Bsf inizia lunedì, primo di una due giorni intensissima, con più di 2 mila partecipanti attesi a Bled, ad ascoltare dibattiti e forum con quattro presidenti della Repubblica, altrettanti premier e più di una decina di ministri degli Esteri.

Slogan, sicuramente adatto alla situazione geopolitica globale attuale, che vuole dipingere «un mondo diviso, con svariati conflitti armati, un ordine mondiale minato e violazioni dei diritti umani» diffuse, ha spiegato alla vigilia del consesso la ministra degli Esteri slovena, Tanja Fajon.

E allora servono nuove mappe e nuovi strumenti per muoversi in un pianeta sempre più complesso «dal punto di vista geopolitico», ha continuato Fajon, specificando che la via, sulla carta, è quella di tornare a un sistema dove le regole prevalgono sulla forza.

E l’Ue? Sul collocamento e il futuro dell’Unione parlerà in particolare l’Alto rappresentante Ue agli Esteri, Kaja Kallas, che lunedì presenterà proprio a Bled la «visione strategica» di Bruxelles per il prossimo futuro, ha anticipato l’agenzia di stampa slovena Sta.

Visione che include anche l’Ucraina, che sarà uno dei temi chiave del summit. Ne parleranno, tra gli altri, il ministro degli Esteri lettone Baiba Braže, la vice-Segretaria generale Nato, Radmila Shekerinska, e il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi.

E i Balcani? Tutti ricordano le parole, nel 2023, dell’allora presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, che aveva evocato un ingresso dei Balcani occidentali nella Ue intorno al 2030. Poco o nulla, in questo senso, si è mosso – a parte i progressi significativi fatti in particolare dal Montenegro e dall’Albania.

Del tema allargamento discuteranno i primi ministri di Slovenia, ossia il padrone di casa Robert Golob, assieme agli omologhi croato Andrej Plenković, all’albanese Edi Rama e a quello montenegrino Milojko Spajić, affiancati dalla commissaria Ue all’Allargamento, la slovena Marta Kos.

Ma quest’anno «ci aspettiamo una concretizzazione della promessa» di Michel e «guarderemo a come dovrebbe «comportarsi la Ue per rendere questa data una realtà», ha anticipato il Segretario generale del Bsf, Peter Grk.

Il Bsf nel corso degli anni «è diventato il simbolo dei pilastri su cui si regge la politica estera della Slovenia: sovranità, umanità, diritto internazionale, risoluzione pacifica delle dispute, rispetto dei diritti umani, dignità per tutti, il diritto a un ambiente pulito e sano, inclusività», ha richiamato autorevolmente la presidente slovena Pirc Musar, che sarà fra i protagonisti di una sessione dedicata all’erosione del sistema multilaterale.

Con lei discuteranno gli omologhi di Estonia, Repubblica Ceca e Montenegro, mentre in un panel apposito si parlerà anche della situazione a Gaza, con il numero uno dell’Unrwa, Philippe Lazzarini.

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