Assoutenti, ok da Ue a decreto Mit su autovelox, ma ancora ritardi

In attesa di pubblicazione in Gazzetta ufficiale regna l'incertezza sulle multe

(ANSA) - ROMA, 02 GIU - Ancora ritardi per l'atteso decreto sull'omologazione degli autovelox, nonostante dall'Unione Europea sia arrivato il via libera al provvedimento del Mit. Lo denuncia Assoutenti, che sottolinea come sulle sanzioni stradali regni ancora il caos in Italia. Lo scorso 4 maggio si è chiusa senza rilievi la procedura "Tris" - che come noto obbliga gli Stati membri a notificare alla Commissione europea le bozze di regolamentazione tecnica prima di renderle definitive - relativa al decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in materia di omologazione, taratura e verifiche periodiche degli autovelox e di tutti gli altri sistemi di rilevazione automatica della velocità. - ricorda Assoutenti - L'Ue non ha mosso obiezioni al testo, ma l'iter sull'approvazione del decreto risulta ancora in stand-by: manca infatti la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. Una vicenda che si trascina da oltre due anni, da quando cioè ad aprile 2024 la Cassazione ha definito nulle le multe elevate da autovelox approvati ma non omologati, mettendo teoricamente fuorigioco il 71% degli apparecchi di rilevazione della velocità presenti sul territorio e che, secondo il censimento pubblicato dal Mit, non rispettano i requisiti di omologazione. In base al decreto presentato dal Mit, saranno considerati automaticamente omologati gli apparecchi successivi al 2017, perché approvati ai sensi dei requisiti tecnici previsti dal DM 282/2017 - spiega Assoutenti - Per gli autovelox "ante-2017", invece, il decreto prevede test tecnici obbligatori ai fini della validità degli apparecchi: enti locali e produttori, se già in possesso della documentazione richiesta dal decreto, potranno seguire una procedura semplificata. "Novità che tuttavia potrebbero non mettere la parola fine al contenzioso tutto italiano sugli autovelox. - avvisa il presidente Gabriele Melluso - Secondo esperti e giuristi la "sanatoria" per tutti gli apparecchi successivi al 2017 sarebbe illegittima, perché trasforma retroattivamente le approvazioni in omologazioni. Inoltre la competenza sul nodo dell'omologazione spetterebbe al Mimit, e non al Mit. Elementi che, proprio a ridosso dell'estate, potrebbero portare a nuovi ricorsi". (ANSA).

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