Vannacci, il generale a cavallo dell’onda populista
Il nuovo partito di Vannacci potrebbe “fare il botto” alle prossime politiche, mettendo in difficoltà la coalizione di centro-destra, se andasse da solo

Se, dal nulla, la lista Szumski nel Veneto, alle scorse regionali, ha raccolto più del 5%, allora anche il nuovo partito di Vannacci potrebbe “fare il botto” alle prossime politiche, mettendo in difficoltà la coalizione di centro-destra, se andasse da solo. Un primo sondaggio di YouTrend dà Futuro Nazionale al 4%, tutti voti “rubati” alla Lega, a FdI, o provenienti dall’astensione.
Un partito ha bisogno di un leader e di uno spazio politico. Vannacci è un leader, piaccia o non piaccia, anche se dirigere un partito è diverso che comandare il Reggimento “Col Moschin”. Lo spazio politico c’è, e non è ristretto. Una parte dell’elettorato – non solo di destra estrema – è portato ad appoggiare proposte di ultra-destra semplici e chiare, e Vannacci ha tutte le carte in regola per formularle, visto anche ciò che scrive sul suo best seller da 500 mila copie “Il mondo al contrario”. Ci sono poi i nostalgici del Ventennio che si sentono traditi da Giorgia Meloni, i no-vax irriducibili, gli affascinati dalla Russia, quelli che vorrebbero mandare a casa tutti gli stranieri, e altri ancora. Tutti potenziali elettori, che gli attuali partiti di governo non possono accarezzare troppo, perché debbono compiere scelte pragmatiche. Come dimostrano, ad esempio, i decreti flussi, che allargano le maglie per favorire l’ingresso in Italia di centinaia di migliaia di nuovi immigrati, per rispondere alle disperate richieste delle categorie economiche.
Vannacci in questi mesi pre-elettorali potrà raccontare ai suoi potenziali elettori un mondo diverso da quello vero, un’Italia che non c’è più, non c’è mai stata e mai ci sarà, ma che in molti vorrebbero ci fosse. Può mettere assieme il variegato mondo degli scontenti, un po’ come accadde ai Cinque Stelle ai tempi di Grillo.
Vannacci può essere una spina nel fianco del Governo Meloni. Potrà continuamente dire – non mentendo – che il Governo sta tradendo le sue promesse elettorali. E i partiti di governo, dal canto loro, faranno fatica a inseguire il generale sul suo terreno, perché – come sull’immigrazione – deve fare i conti con il mondo vero. Se Salvini vorrà inseguire troppo da vicino Vannacci, rischia inoltre di far saltare la maggioranza.
Anche la dimensione internazionale può favorire Vannacci, che da europarlamentare può tessere alleanze e battere la grancassa con proposte sovranazionali. Il partito di Vannacci è in buona compagnia con l’ultra-destra europea non di governo, filo-russa e anti-immigrati (in Germania, in Olanda…). Sono partiti che solitamente vengono tenuti fuori dalle maggioranze governative, ma raggiungono percentuali ragguardevoli: solitamente non vincono le elezioni, ma contribuiscono a indebolire la destra di governo.
Infine, non credo sarà semplice imbarcare Vannacci nella maggioranza di centro-destra, a causa delle reciproche accuse di tradimento, ma specialmente perché non conviene a lui, che può raccogliere consensi proprio nelle persone di destra deluse dal governo. Anche se in politica non bisogna mai dire mai. La scissione di Vannacci può essere un fuoco di paglia. Ma potrebbe diventare la prima seria difficoltà per il presente, ma specialmente per il futuro del Governo Meloni. —
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