Spettro inflazione e tassi in aumento

Senza il pilastro dell’unione bancaria ci sono seri rischi di perdita di competitività. L’inevitabile convitato di pietra è l’euro digitale.

Francesco MorosiniFrancesco Morosini

La BCE e Bankitalia pubblicano a fine maggio un Rapporto sulla stabilità finanziaria (per BdI è semestrale dal 2012). Ciò consente di avere una visione delle sfide dinnanzi all’Euroarea. L’analisi ha tratti comuni in quanto entrambe le Autorità Monetarie sono parte del Sistema Europeo delle Banche Centrali. Cambia invece il punto d’osservazione, per BdI più centrato sull’Italia.

Luis de Guindos, Vicepresidente di BCE, nella prefazione al Rapporto dell’Eurotower sottolinea come la guerra in Medioriente abbia peggiorato in quadro economico. Che prima, nonostante le molte incertezze, era più ottimista.

Sul banco degli imputati il rallentamento dell’offerta di energia e di altre materie prime, in specie quelle necessarie per l’agricoltura. Inevitabile poi, poiché a scrivere è un Banchiere centrale, la sottolineatura sul rischio inflattivo.

Una nota interessante nel rapporto di Bankitalia è che la crisi ha rafforzato il dollaro. Per l’Istituto dipende dalla “minore esposizione degli Stati Uniti allo shock nei mercati energetici”. Segnala che gli USA sono percepiti come attori decisivi del mercato dell’energia. Ciò posto, BCE e BdI sono preoccupate dall’incertezza bellica che permane sui mercati e condiziona negativamente l’Euroarea.

Al contempo, Bankitalia accende una spia rossa sulla Penisola. Avverte sia che il costo del nostro debito pubblico cresce che, viceversa, diminuisce il differenziale d’onere tra i nostri titoli e i germanici. Segnala che l’idea di massicci ricorsi al debito pubblico come bacchetta magica dinnanzi alla crisi può ritorcersi contro come un boomerang. Illusioni da troppa irresponsabilità fiscale, per BCE il settore bancario, perno della tenuta dell’Euroarea, appare fin qui stabile. Tuttavia, la sua esposizione con intermediari non-bancari (offrono servizi analoghi ma sono fuori dal perimetro regolatorio delle prime) preoccupa l’Eurotower. In specie perché la crisi geopolitica può svelarne le fragilità. È una richiesta di Francoforte alla politica di rafforzare i poteri macroprudenziali per il buon funzionamento del mercato.

I rapporti guardano pure all’economia reale nel mezzo di tempeste geopolitiche. BCE, difatti, parla di un “ambiente aziendale più difficile”. Rispetto ad inizio d’anno è l’ulteriore sintomo della crescita della percezione dei rischi geopolitici. Tra questi pure l’impatto dell’AI sulla stabilità, delle banche. È l’inflazione però, come si evince dai Rapporti, lo spettro che tormenta il Banchiere Centrale. La domanda è se alzerà i tassi per contrastarla.

La BCE lo deciderà l’11 giugno. A parte la questione inflazione, certo dirimente nell’immediato, in entrambi i rapporti (in specie da quello di BCE) l’Autorità Monetaria, specie quando parla di nuovo quadro per le politiche macroprudenziali, sottolinea la necessità di completare l’Unione Monetaria con quantomeno il pilastro dell’unione bancaria. Senza ci sono seri rischi di perdita di competitività.

L’inevitabile convitato di pietra di ciò è l’euro digitale.

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