Rimettiamo i nostri giovani al centro

L’allarme è trasversale. È decisivo dimostrare ai ragazzi che esiste un modo giusto nel fare le cose. Serve uno sforzo collettivo

Luca UbaldeschiLuca Ubaldeschi

I recenti episodi di violenza giovanile hanno caratteristiche che suonano come un preoccupante campanello d’allarme.

A partire dalla frequenza, visto che si ripetono con sempre maggiore puntualità, e dalla distribuzione sul territorio, considerato che anche a Nord Est coinvolgono numerose città. E dentro le città non sono più confinati ai quartieri periferici o più problematici, ma arrivano nei centri storici, in quelle porzioni di territorio che un tempo si riteneva godessero di una sorta di immunità per risse, rapine, aggressioni che finiscono nel sangue.

L’allarme, poi, è trasversale, perché riguarda ragazze e ragazzi, italiani e stranieri. Inquieta la loro età, poiché spesso sono minorenni, e il fatto che il più delle volte adottino posture e comportamenti che appartengono al mondo della criminalità pur non facendone strutturalmente parte.

Certo, dietro molti di questi fatti compare la droga oltre all’alcol, ma spesso in termini di acquisti e consumi personali, solo in alcuni casi di organizzazioni dedite allo spaccio.

Tutto questo ci dice che per una quota dei nostri giovani la violenza è ahimè diventata normalità, un linguaggio quotidiano attraverso il quale rapportarsi con il mondo, non una devianza dai principi generalmente condivisi e come tale da condannare e circoscrivere.

Dice inoltre che affrontare il problema richiede la disponibilità a riconoscerlo fino in fondo e la necessità di non limitarsi a evocare diagnosi generiche (“soffrono di un vuoto esistenziale”) e soluzioni astratte (“serve un nuovo patto famiglia-scuola”).

È decisivo dimostrare loro che esiste un modo giusto nel fare le cose e che quel modo non è l’eredità appassita di un mondo antico, ma un sistema di valori ancora vincente. Questo richiede uno sforzo collettivo che dimostri ai giovani ciò che devono essere in una comunità sana: il centro degli interessi e delle scelte. Quante volte, pensando alle politiche di tanti anni a questa parte, possiamo dire che sia accaduto? È un compito impegnativo, non c’è dubbio: ma sono il nostro futuro, ne vale la pena.

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