Effetto legge elettorale e asse con Vannacci: le proiezioni che spaventano il “campo largo”
Le simulazioni sui seggi assegnano al centrodestra una potenziale maggioranza blindata tra Camera e Senato. Per la sinistra scatta l'allarme debâcle: la corsa contro il tempo per imbarcare i centristi

Mandare avanti Carlo Nordio, a rimediare una figura barbina con tanto di richiamo scritto del capo dello Stato, tradisce una grande ansia di Giorgia Meloni nel voler rincorrere Vannacci sul fronte della tolleranza zero. Così va letto l’ultimo episodio di alta tensione con il Quirinale per la grazia a Mario Roggiero, difeso da tutta la compagine di governo a dispetto di quanto prevede il codice penale per casi del genere, come confermato da tre diversi collegi giudicanti.
Ne consegue che in Parlamento nessuno dubita più sul percorso di avvicinamento al generale, che veleggia verso il 10% di consensi, indispensabili per vincere le Politiche. Dunque, dopo il primo fondamentale via libera della legge elettorale che assegna la palma di vincitore al candidato premier con un voto in più, il vento è girato e i bookmakers non scommettono più sulla vittoria del “campo largo”. Matteo Renzi coglie nel segno, quando dice che “bisogna andare tutti uniti e allearsi pure con Calenda, altrimenti avremo Meloni al Colle e Vannacci a Palazzo Chigi”. Ma considerando la risposta sprezzante del leader di Azione, difficile che Calenda abbocchi.
Pertanto nel “campo largo” comincia a serpeggiare da ieri una paura strisciante di non farcela. Le velleitarie liste di futuri ministri finiscono in fondo ai cassetti. Le grida belluine, con voce strozzata di Giuseppe Conte in aula, “non avete idea di cosa vi aspetta, non vi lasceremo prendere il potere” tradiscono una debolezza di fondo. Confermata da uno dei suoi deputati che ammette come sia ormai arrivato il momento di scegliere un leader dell’alleanza elettorale. Insomma la sinistra è impreparata e la narrazione che la vedeva vincente fino a qualche giorno fa è destinata a mutare repentinamente.
Basta scorrere gli ultimi dati scodellati da You Trend: “L’esito più probabile a oggi con la nuova legge elettorale e Vannacci nel centrodestra è: 222 deputati alla Camera per Meloni e 160 alle opposizioni, 113 senatori al centrodestra e 77 alle opposizioni. Sarebbe una debàcle. E sono questi i numeri con cui Conte, Schlein, Bonelli e Fratoianni dovranno fare i conti. Senza troppo indugiare nel portare dentro tutti i centristi possibili, da Renzi in giù. Ha ragione l’ex ministro dem Lorenzo Guerini, nel prevedere che poiché Vannacci andrà col centrodestra il centrosinistra dovrà sforzarsi di conquistare il riottoso Calenda. Il suo 3 o 4 per cento potrebbe essere determinante.
Nelle prossime settimane il quadro politico potrebbe subire una torsione causata dalla forte spinta ad aggregare le forze minori impressa dal nuovo sistema di voto per raggiungere il premio di maggioranza: le sigle piccole dovranno unirsi per superare la clausola anti-frammentazione inserita nello stabilicum; e i partiti maggiori dovranno predisporsi a programmi elettorali che contengano anche le loro istanze. Come farà però il “campo largo” ad accettare il via libera al nucleare preteso da Calenda? E come si regolerà Meloni (e Tajani) con la pretesa di Vannacci di una norma dura per rispedire i migranti che non parlano italiano a casa, anche se incensurati? E infine, come faranno Schlein e Meloni a promettere un sostegno sine die all’Ucraina, con le spinte filo-russe all’interno delle loro coalizioni?
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