Il nuovo corso della Figc non poteva cominciare peggio
La gestione Malagò/Maldini/Leonardo finora è stato il festival degli impacci. Ora sul caso Pirlo serve che qualcuno faccia un passo indietro

Peggio non si poteva cominciare. Il nuovo corso della Federazione, griffato Giovanni Malagò, e quello della Nazionale, contrassegnato dai dioscuri Maldini & Leonardo, è stato finora il festival degli impacci e delle smentite.
Risultato? Trentacinque giorni dopo l’elezione del presidente, l’Italia non ha ancora un ct e quello prescelto (Andrea Pirlo, uno dei migliori cento del lotto) rischia di saltare per ragioni legate ad uno sponsor russo di scommesse sportive, al quale l’allenatore avrebbe legato la sua immagine.
Nel frattempo, oltre ad autorevoli esponenti di partito e delle istituzioni, il ministro dello Sport, Andrea Abodi, come suo recente costume, ha attaccato frontalmente Malagò, affermando che prima di spendere il nome di Guardiola era certamente meglio avere la certezza del suo consenso. Detto che di Guardiola (e di Ancelotti, sotto contratto con il Brasile) ha parlato l’incauto Maldini, in una surreale conferenza stampa convocata per dire che «l’Italia punta in alto», questa volta Abodi ha completamente ragione.
Casomai sorprende come il neo presidente della Federcalcio si sia fatto prendere la mano per imbastire una comunicazione precaria ed esitante, velleitaria e forzata, solo magari per farsi lodare a proposito della scelta di Maldini direttore tecnico e di Leonardo advisor.
Tutto è apparso fuori sincrono. Venerdì mattina, il giorno successivo alla conferenza stampa, Guardiola ha detto no. Sabato sono emersi i dubbi su Pirlo. Non solo come tecnico (dopo la Juve, con la quale vinse Coppa Italia e Supercoppa, ha lasciato la Serie A venendo esonerato dalla Sampdporia in B e dal Karagumruk, club turco di prima divisione), ma anche come testimonial e – ultima ma non ultima ragione – per i potenziali conflitti di interesse con il figlio procuratore.
Adesso sia Malagò, sia la coppia Maldini-Leonardo sono in un ginepraio. Hanno sbagliato a pubblicizzare la candidatura Guardiola (forse perché volevano farsi belli agli occhi degli italiani), hanno trascurato l'inadeguatezza di Pirlo (forse perché pensavano di poterlo indirizzare nelle scelte tecniche), hanno ignorato quali fosse la situazione personale (figlio) e professionale (sponsor russo) del possibile ct, al vaglio delle norme e, quel che non conta meno, dell’opinione pubblica.
Come se ne esce? Delle due, l’una: o Pirlo fa un passo indietro o lo fa Maldini con Leonardo, lasciando al solo presidente federale l’onere della scelta (e tutti sappiamo che Malagò voleva Mancini, mentre la Lega di Serie A spinge per Conte).
Conoscendo Maldini e, al contrario di ciò che sembra, la sua impulsività (fu così che se ne andò dal Milan), non mi sentirei di escludere nemmeno il ribaltone. Con grande scorno per Malagò (potrebbe restare dopo una serie di gaffe di questo genere?) e tutta le nuova politica federale. Che, al momento, è peggio dell’antica.
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