A chi conviene la nuova legge elettorale

Una soglia al 3 per cento aprirebbe al partito di Vannacci le porte del Parlamento. Con il nuovo sistema di voto la coalizione di centrodestra favorita

Carlo BertiniCarlo Bertini
Roberto Vannacci
Roberto Vannacci

Se la fotografia tra un anno fosse quella che ci consegna un sondaggio di You Trend per Sky, allora sarebbero dolori per Matteo Salvini. Meno per Roberto Vannacci, che tallona alle costole già oggi la Lega del Capitano. Ma che per colpa della legge elettorale in lavorazione potrebbe finire nelle sentine della politica italiana condannato all’irrilevanza.

Vediamo perché. Il sistema di voto concordato dagli sherpa dei leader appende un Pass al collo del generale, ovvero una soglia del 3 per cento per i partiti non coalizzati: che aprirebbe le porte del parlamento a Futuro Nazionale, se davvero le percentuali ottenute nel 2027 alle politiche fossero quelle preconizzate dagli ultimi sondaggi, che quotano Vannacci al 4, 1 per cento, a due punti dal Carroccio.

Le simulazioni fatte da You Trend, stimano un pareggio col sistema di voto attuale ma danno il centrodestra vincente con la legge elettorale di nuovo conio e con un margine ampio, addirittura il 57 per cento, pari a 228 seggi alla Camera e 113 al Senato. Il che appunto renderebbe irrilevante un eventuale apporto numerico di Futuro Nazionale, condannando quindi Vannacci alla ridotta di un’opposizione parolaia. E c’è da scommettere che starsene a cuccia abbaiando alla luna non sia il target che si erano prefissati il generale e i suoi.

Alla luce di questi numeri si capisce meglio il muro alzato dallo scudiero di Meloni, Giovanbattista Fazzolari, che ha posto nei giorni scorsi la pregiudiziale del sostegno all’Ucraina come requisito per essere ammessi nella coalizione. E quindi la nascita di una destra estrema messa all’angolo potrebbe far gioco alla destra moderata che Giorgia vorrebbe interpretare per non spaventare un elettorato turbato dalle intemperanze continue di Trump e dai rischi di autoritarismo.

Dall’altra parte, ovvero a sinistra, sondaggi del genere faranno impallidire i sogni di gloria che i leader del “campo largo” hanno coltivato per qualche mese, cullandosi nell’illusione che la somma faccia il totale. Che avrebbero vinto con l’aritmetica, grazie a percentuali maggiori di quelle sulla carta attribuite alle tre forze avversarie.

Invece pare non sia così, perché se con le sfide nei collegi il centrosinistra avrebbe conquistato più seggi al sud, garantendosi un pareggio se non una vittoria ai punti, con il “melonellum” lo scenario potrebbe virare verso una vittoria larga della destra. Con buona pace di Elly Schlein e Giuseppe Conte che si stanno acconciando ad una partita ognuno per sé fino alle urne, per decidere poi il leader in base a chi prende più voti, il tutto a babbo morto, se per babbo si può intendere il loro bel “campo largo” . 

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