Se il Parlamento legittima i medici no vax
Un emendamento a un decreto proposto da una deputata di Fdi vanifica l’opera dell’Ordine dei Medici, rendendo possibile in automatico il reintegro dei medici radiati

Sospinta dal venticello mai sopito della demagogia populista, la lobby dei no vax ha colpito ancora.
Il vaccino che ci ha permesso di resistere negli anni scorsi alla pandemia da Covid-19 non è certo una semplice pastiglia per l’emicrania. E taluni effetti collateraliin taluni rarissimi casi per qualche paziente li ha avuti, come tutti farmaci. Ma è il risultato di una formidabile operazione che ha visto collaborare in varie parti del mondo enti pubblici di ricerca con aziende private, per arrivare a sintetizzare a tempi di record quel vaccino. Che di vite ne ha salvate tante.
La sua sommistrazione alla popolazione ha costituito una vittoria della scienza medica che resterà nella storia dell’umanità. Eppure, non è mancato il manipolo, pur molto esiguo, di medici che quella vittoria si sono rifiutati di riconoscere. E per questo sono stati radiati dall’Ordine professionale, che ha il compito di tutelare la categoria dalle violazioni della deontologia che impone al medico il rispetto dei risultati della scienza evidence based.
Ma un emendamento a un decreto in Parlamento proposto da una deputata di Fratelli d’Italia, e sostenuto nientemeno che da un sottosegretario alla Salute del medesimo partito (di professione farmacista), vanifica ora l’opera dell’Ordine dei Medici, rendendo possibile in automatico il reintegro dei medici radiati.
La cosa è di una gravità che non deve sfuggire all’opinione pubblica. La “politica politicante” dovrebbe rispettare la scienza medica, che ha riconosciuto al di là di ogni ragionevole dubbio che il vaccino anti Covid ha salvato milioni di vite nel mondo. Invece si dà credito, legittimandone l’azione, alle fanfaluche di pochi che si pongono fuori dalla comunità scientifica internazionale, in nome di una (pseudo) libertà di opinione, camuffata da libertà di coscienza.
Che sono cose troppo serie per essere così maldestramente utilizzate. Che riguardano questioni etiche, non scientifiche. È questo il punto fondamentale, che pone una questione dirimente. La scienza sperimentale non ha nulla a che fare con le opinioni personali, tanto più se si tratta di un medico. Che, va ribadito, ha il dovere morale di rispettare i risultati della ricerca clinica evidence based. E in caso contrario di cambiare mestiere.
Il medico esercita non solo una professione nobilissima, ma svolge anche una fondamentale funzione sociale: a lui è delegato il compito di occuparsi della tutela della salute dei cittadini, che in lui devono avere quella fiducia che dà solo l’esercizio di una azione guidata non dalle personali opinioni, ma dai risultati della ricerca accreditati dalla comunità scientifica cui appartiene.
La delegittimazione dell’Ordine dei Medici compiuta dalla maggioranza oggi in Parlamento è un autentico delitto contro la collettività.
Pare si voglia scimmiottare ciò che negli Usa sta compiendo quel Robert Kennedy junior, antivaccinista sfegatato, pecora nera dell’illustra casata che lo ha peraltro disconosciuto. Ma che Trump ha nominato ministro della Sanità. E che sta procurando danni gravi alla tutela della salute pubblica, oltre che alla ricerca medico-scientifica, negli Usa.
Insomma, anche l’Italia di Giorgia Meloni, nel suo piccolo, non vuol farsi mancare nulla.
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