Così mister vino Victor Schwartz ha fatto tremare la Casa Bianca

L’importatore americano di vini pregiati era il primo querelante contro i dazi di Donald Trump

Marco ZatterinMarco Zatterin
Victor Owen Schwartz e la figlia Chloë Syrah (da Fb)
Victor Owen Schwartz e la figlia Chloë Syrah (da Fb)

Victor Owen Schwartz ha capito che avrebbe potuto farcela un mercoledì dello scorso maggio davanti a un piatto di linguine con le vongole. Quella sera, una telefonata del Liberty Justice Center interruppe la cena. Il gruppo di legali che si batte per i diritti dei cittadini lo informava che la Cit, la Corte Usa per il commercio internazionale, aveva approvato il ricorso contro i dazi di Donald Trump di cui era il primo querelante. «Una grande vittoria per le piccole imprese», commentò il 67enne importatore americano di vini pregiati, nato nel New Jersey e patron della newyorchese Vos Selections che ha fondato nel 1987.

«Ora si va avanti!» proclamò, assicurando di essere pronto ad arrivare sino alla Corte Suprema, cosa che ha fatto senza paura, sino al verdetto che venerdì ha dato un colpo brutale all’Impero che il presidente degli Stati Uniti cerca di costruire con la parola del vocabolario che ama di più: «Tariffe». «Non faccio politica – ha commentato a caldo Mr. “Vos” -; mi batto in difesa di un’attività costruita su lealtà, fiducia e sul coraggio di importare senza compromessi».

Un trionfo. «I dazi che siamo stati costretti a pagare minacciavano la nostra sopravvivenza – ha spiegato Schwartz al Wine Spectator -. Fortunatamente, i tribunali a ogni livello hanno riconosciuto queste gabelle per ciò che sono: un eccesso di potere governativo incostituzionale». Lo ha ribadito a tutti i network che lo hanno raggiunto, con la sua faccia allegra segnata da una fronte alta e una barba sale e pepe più folta dei capelli. A metà anni Ottanta, quando lasciò il posto in banca, avrebbe certamente riso se gli avessero detto che un giorno avrebbe sfidato e sconfitto il più pugnace degli inquilini della Casa Bianca. In quel tempo, lui pensava a un ristorante. «Ero un buon cuoco – ha raccontato al Wall Street Journal –, ma non avevo il tocco magico dello chef professionista». Così decise di metter l’esperienza finanziaria al servizio dell’altra cosa che amava – il buon vino – e lanciò la Vos Selection.

Ha cominciato con un paio di etichette francesi sino a compilare un catalogo con ottocento tipi di bottiglie provenienti da cinque continenti, Italia compresa. Ora amministra il suo piccolo impero nell’ufficio sull’Ottava Avenue con la figlia Chloë Syrah che lo ha affiancato nel 2019, passo forse inevitabile per una donna il cui secondo nome richiama un vino originario della Valle del Rodano. Felice, per quanto preoccupato. «Sono costantemente attaccato da messaggi e email – ha ammesso –. È brutto e non so cosa fare: teniamo sempre le porte dell’ufficio chiuse. Tuttavia non avevamo scelta, non potevamo alzare i prezzi e abbiamo coperto noi i dazi, una somma a sei zeri». Poi si è pronunciata la Corte suprema. «Gli Stati Uniti sono un grande paese – ha dichiarato -; la sentenza lo dimostra».

E adesso? La vittoria di Schwartz comporta che lui e tutti gli importatori americani potrebbero ricevere rimborsi per 134 miliardi di dollari (dati Customs and Border Protection al 14 dicembre) eppure il copione non è ancora scritto. «Troppe incognite - ha concesso Schwartz a Abc News -. L’amministrazione imporrà nuovi dazi e dovremo vedere come saranno». Nell’attesa, potrebbe essere l’occasione per stappare la bottiglia più preziosa della sua cantina che, stando al sito di Vos Selection, è lo champagne Cazals Clos Cazals Blanc de Blancs Extra Brut del 2013. Costa 176 dollari. Non poco. Ma se non oggi, quando? —

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