Quanti voti sposta la celebrità
Dai casi di Taylor Swift e Kanye West agli interventi di De Gregori ed Elisa, un’analisi sul peso delle celebrità nell’orientare l’opinione pubblica e le scelte elettorali

Quanti voti sposta una celebrità? Fino a che punto una stella dello spettacolo può orientare l’opinione pubblica? Il quesito acquista salienza nel momento in cui i confini tra sistema politico e star system si fanno sempre più sfumati.
“Il proclama buttato giù da un palco mi lascia abbastanza indifferente”, ha dichiarato Francesco De Gregori, grande nome del panorama musicale italiano, rispetto alle incursioni politiche del collega Bruce Springsteen. Critica respinta da un’altra voce italiana, quella di Elisa, che ha rivendicato l’importanza di esporsi, schierarsi, manifestare. Seguirà dibattito. Ma, al di là della disputa sul ruolo pubblico dell’artista, quanto pesano davvero le posizioni dei “famosi”, quando Pupo canta per Putin o Fedez le suona a Salvini?
Sono serviti a poco i celebrity endorsement anti-Trump di mezza Hollywood o, in Italia, analoghe campagne per frenare Berlusconi. Esempi che, naturalmente, si prestano ad essere ribaltati, riguardando celebrità mediatiche a tutto tondo. Da tempo, del resto, la politica è diventata la prosecuzione dello spettacolo con altri mezzi. Ricorderete come un noto comico sia riuscito a trasformare la base dei fan nel primo partito italiano.
Lo youtuber cipriota Fidias Panayiotou, diventato virale implorando l’abbraccio di Elon Musk fuori dalla sede di X, è entrato nel parlamento Ue. Il suo partito – Democrazia diretta, quasi un omaggio a Grillo e Casaleggio – ha superato il 5% nelle elezioni della scorsa settimana.
Uno studio appena pubblicato su Journal of elections, public opinion and parties ci aiuta a fare chiarezza sulle contaminazioni tra musica e politica. Gli autori, Alessandro Nai, Chiara Vargiu e Diego Garzia, hanno puntato l’attenzione su due celebrità con opposta connotazione ideologica: Kanye West e Taylor Swift. Gli esprimenti condotti su un campione di cittadini Usa mostrano come fornire informazioni sulle posizioni politiche delle pop star condizioni l’apprezzamento nei loro confronti.
Vale anche l’opposto, ma in modo asimmetrico. Se il disvelamento (o la sottolineatura) delle posizioni liberal di Taylor non sembra alterare le preferenze politiche degli sfwities – il fandom dei fedelissimi –, l’effetto è evidente nel caso di Kanye.
Conoscere le posizioni del rapper vicino alla galassia dell’ultradestra con simpatie naziste (il cui concerto in Italia è stato appena annullato per motivi di sicurezza), porta i fan più vicino ai conservatori, allontanandoli dal campo opposto. Viceversa, per gli anti-fan.
La ricerca conferma come i miti della cultura pop siano, di fatto, investiti di un ruolo politico. Non solo in termini di sensibilizzazione su temi di interesse pubblico. Ma anche di potenziale contributo all’abbassamento della temperatura dello scontro. Tuttavia, proprio il caso di Kanye West suggerisce che sono i personaggi più controversi e polarizzanti a fare la differenza, i messaggi più estremi a catturare l’attenzione del pubblico. Poco cambia, allora, che la posta in gioco sia un voto in più o un posto nella playlist. La compenetrazione tra politica e spettacolo porta sulla scena il conflitto, a colpi di dissing, tra celebrità.
Al seguito, folle estasiate, e inferocite.
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