Quello che se ne va con Bossi è un pezzo di mondo destinato a restare

L’invenzione del Nord come “patria”, il primo prototipo partito personale, l’impronta patrimoniale e parecche altre cose del fondatore

Fabio BordignonFabio Bordignon

Se ne va, con Umberto Bossi, un pezzo della Seconda Repubblica. E un pezzo della Lega: forse, la Lega per intera, almeno quella delle origini. E di entrambe le cose – del Carroccio e di una intera stagione della storia repubblicana – il Senatur è un po’ il fondatore.

In realtà, Bossi e il “suo” partito sono soggetti di raccordo: il trait d’union tra diverse epoche. L’uomo nuovo e il partito nuovo, tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta. Oggi, non a caso, seppure radicalmente mutato, il partito più vecchio presente in parlamento. E quel partito, che Bossi plasma riunendo attorno – in quel passaggio dalle leghe alla lega magistralmente illustrato da Ilvo Diamanti – è inevitabilmente, alle origini, una strana creatura: un ibrido che mescola quello che era, ai tempi, passato e futuro.

Lega Nord story: prima Maroni e poi Salvini, quando Bossi ha dovuto cedere la guida politica
La redazione

Assomiglia un po’, la Lega di Bossi, ai partiti di massa – anzitutto la Dc – che si propone di abbattere. Con i piedi saldamente piantati del territorio. Quel territorio che, da base organizzativa e radicamento sociale, con la Lega diventa (anche) elemento identitario e strumento di rivendicazione. Attraverso l’invenzione del Nord come “patria”. Ma il partito di Bossi è anche un po’ il primo prototipo partito personale, che riporta al centro della politica carisma e controllo militare sulla vita interna. Non a caso, Bossi realizza il suo progetto facendo terra bruciata attorno a sé: decapitando qualsiasi capo alternativo, a partire da quelli dei soggetti federati e, anzitutto, della Liga veneta.

Poi, certo, a completare la transizione, arriveranno Forza Italia e Berlusconi. Che all’impronta personale aggiunge quella patrimoniale. E, attraverso le televisioni, immagina di poter prescindere dal territorio. Eppure, proprio sul territorio, si troverà in competizione con Bossi, a partire da quel Nord Est pedemontano dove i due partiti – da alleati, nemici e poi nuovamente insieme – si contenderanno a lungo i voti. Nelle aree del forzaleghismo, dove per lungo tempo verde e azzurro si alterneranno.

Umberto Bossi, quarant'anni di politica in venti foto: le foto dai nostri archivi

È morto a 84 anni Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord e figura centrale della politica italiana degli ultimi decenni. Con lui scompare uno dei protagonisti più longevi e riconoscibili della scena politica, capace di segnare profondamente il dibattito pubblico soprattutto nel Nord Italia. Bossi aveva dato vita alla Lega Nord alla fine degli anni ’80, trasformandola rapidamente in un movimento di massa radicato in particolare in Veneto e Friuli Venezia Giulia, territori dove il Carroccio ha costruito gran parte della sua forza elettorale.Eccolo in alcune foto dal nostro archivio, da Trieste a Padova
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È morto a 84 anni Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord e figura centrale della politica italiana degli ultimi decenni. Con lui scompare uno dei protagonisti più longevi e riconoscibili della scena politica, capace di segnare profondamente il dibattito pubblico soprattutto nel Nord Italia. Bossi aveva dato vita alla Lega Nord alla fine degli anni ’80, trasformandola rapidamente in un movimento di massa radicato in particolare in Veneto e Friuli Venezia Giulia, territori dove il Carroccio ha costruito gran parte della sua forza elettorale.Eccolo in alcune foto dal nostro archivio, da Trieste a Padova
CARTELLO SULL'AUTOSTRADA A 28 DA SX LUCA ZAIA, MAURO MICHIELON, PIERGIORGIO STIFFONI
IN FOTO DA SINISTRA UMBERTO BOSSI E LUCA ZAIA
BOSSI IN FIERA - DA SX: UMBERTO BOSSI, GIAN PAOLO GOBBO E LUCA ZAIA
IN FOTO IL SALUTO DI UMBERTO BOSSI ALL'ARRIVO A PALAZZO BALBI, A SX ZAIA. Umberto Bossi in regione - duemiladieci, in visita al presidente della Regione Veneto Luca Zaia
20070825 - ROMA - POL - LEGA: BOSSI, NON E' SCIOPERO FISCALE MA PROTESTA A TAPPE. Il leader della Lega Nord, Umbarto Bossi, in una immagine del 17 maggio 2007. ''Non e' uno sciopero fiscale, ma una protesta, una ribellione''. Lo ha detto Umberto Bossi riguardo all'iniziativa della Lega contro le tasse ritenute troppo alte. Bossi, che stasera sara' a Schio (Vicenza) per un comizio, nella tarda serata di ieri ha preso parte ad una cena a Vittorio Veneto (Treviso), proveniente dal Cadore dove ha trascorso un breve periodo di vacanza dopo l'incontro a Calalzo con Tremonti e Alemanno. ANSA/ARCHIVIO/LUCA ZENNARO/DRN
SCIOPERO FISCALE. LA RIVOLTA PARTE DAL VENETO IN FOTO Il summit di Calalzo tra i rappresentanti della Casa delle liberta'. DA SX UMBERTO BOSSI E MAURO CORONA
ANTEPRIMA UDINE 19 MARZO 2002 INCONTRO MINISTRO BOSSI CON GLI INDUSTRIALI TELEFOTO AGENCY ANTEPRIMA IMMAGINI INVIATE DA UFFICIO STAMPA ASSOCIAZIONE INDUSTRIALI LONGO PER REDAZIONE DI UDINE
20030310 - UDINE - POL - CANDIDATURA ALESSANDRA GUERRA ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA - La neo candidata Alessandra Guerra fotografata accanto a Umberto Bossi questa sera ad Udine. ALBERTO LANCIA/ANSA/DEF
Udine 13 marzo 2003. Il sindaco Cecotti (al centro) con il leader della Lega, Bossi (a destra).
UDINE 24 AGOSTO BOSSI A UDINE ALLA FESTA PADANA
Udine: Umberto Bossi in comizio
Udine. Bossi è sceso in campo per appoggiare il candidato sindaco della Lega Nord Sergio Cecotti (a sinistra).
Udine. Comizio di Umberto Bossi.
È morto a 84 anni Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord e figura centrale della politica italiana degli ultimi decenni. Con lui scompare uno dei protagonisti più longevi e riconoscibili della scena politica, capace di segnare profondamente il dibattito pubblico soprattutto nel Nord Italia. Bossi aveva dato vita alla Lega Nord alla fine degli anni ’80, trasformandola rapidamente in un movimento di massa radicato in particolare in Veneto e Friuli Venezia Giulia, territori dove il Carroccio ha costruito gran parte della sua forza elettorale.Eccolo in alcune foto dal nostro archivio, da Trieste a Padova
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L’altro terreno sul quale Bossi apre la strada al nuovo è, indubbiamente, quello del linguaggio, che dal politichese Bossi trascina verso il basso: verso il linguaggio del popolo, della gente che il partito intende rappresentare. Azzerando lo spazio tra il leader e la sua gente: i ceti popolari e la piccola borghesia. In chiave di contrapposizione rispetto a tutti gli altri. In questo senso, l’inventore della Lega è anche colui che (re)inventa l’anti-politica e avvia la lunga stagione populista. Il populismo nella sua versione di destra, che contrappone i “nativi” padani prima agli immigrati meridionali (e al Sud assistito), poi agli stranieri. Il populismo nella sua versione post-ideologica, che, ai tempi della secessione dal centro-destra (e dall’Italia), si contrappone a “Roma polo” e “Roma ulivo”.

Anticipando, quindi, non solo il fenomeno-Berlusconi, ma anche il fenomeno-Grillo, che non a caso arriverà al governo proprio grazie alle affinità elettive con la nuova Lega di Salvini. Così diversa da quella di Bossi, ma con la quale deve e dovrà, comunque, ancora oggi fare i conti. Perché, quello che se ne va con Bossi è un pezzo di mondo destinato a restare.

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