Trieste spinge il nucleare, primo reattore al test finale
Orion fornisce le valvole per il raffreddamento a piombo del Precursor: «Siamo orgogliosi di far parte del team Newcleo»

Si avvicina la realizzazione del nuovo mini reattore nucleare made in Italy. E tra le aziende che stanno contribuendo alla sua fabbricazione c’è anche la triestina Orion, che fornirà speciali tipi di valvole.
Nel Centro ricerche del Brasimone, uno dei maggiori centri a livello internazionale dedicato allo sviluppo delle tecnologie nei settori della fissione di quarta generazione e fusione nucleare a confinamento magnetico, si continua a lavorare al “Precursor” ed entro il 31 dicembre sarà pronto all’avvio.
Per ora si tratta di un dimostratore elettrico da circa 10 megawatt termici, che riproduce funzionamento di un reattore di quarta generazione raffreddato a piombo, sostituendo la fissione con riscaldatori elettrici.
Un passaggio importante in quanto si tratterà di un ultimo test, prima del reattore vero e proprio. L’ambizioso progetto è della startup italo-francese di reattori nucleari avanzati Newcleo, guidata dal fisico Stefano Buono, che ora sta puntando alla quotazione al Nasdaq, il listino tecnologico newyorchese, con il debutto previsto entro la fine dell’anno.
Con il team della società tech, il cui valore complessivo è stimato di poco superiore ai due miliardi di euro, c’è anche Orion. «Siamo orgogliosi di far parte del team Newcleo, contribuendo alla progettazione di valvole destinate ad applicazioni con piombo fuso nel sistema di raffreddamento del Precursor Smr», spiega la società annunciando l’avvicinarsi delle operazioni finali, «un’applicazione tecnicamente complessa, in cui la progettazione delle valvole e le prestazioni dei materiali svolgono un ruolo determinante per l’affidabilità del sistema».
Quello che si sta testando si trova nel centro ricerche gestito da Enea sull’Appennino tosco-emiliano, a 60 chilometri da Firenze e Bologna. E Newcleo ha investito 61 milioni negli ultimi quattro anni e ora ne ha programmati altri 40 nei prossimi sei nel progetto.
A partire dalla sua fondazione nel 2021, la società si è rapidamente affermata con l’intento di innovare il settore dell’energia nucleare. L’azienda sta lavorando alla progettazione, costruzione e gestione di Reattori Modulari Avanzati di IV Generazione, combinando in modo innovativo tecnologie esistenti e collaudate. Ha l’obiettivo di chiudere il ciclo del combustibile nucleare, producendo energia pulita, economica e praticamente inesauribile, necessaria per le economie a basse emissioni di carbonio.
Con un fatturato di gruppo di 70 milioni di euro per il 2024, oltre 645 milioni di euro di finanziamenti privati e più di 100 partnership e collaborazioni nel settore nucleare, la crescita di Newcleo è sostenuta da acquisizioni di aziende chiave con competenze avanzate in ingegneria nucleare, produzione e gestione degli scarti. Ha una forza lavoro di oltre 900 dipendenti altamente qualificati in Francia, Regno Unito, Italia, Svizzera e Slovacchia. Inoltre sta supportando lo sviluppo delle filiere di approvvigionamento per i Reattori Piccoli Modulari in Europa e oltre.
Gli Stati Uniti vogliono quadruplicare la capacità nucleare al 2050 e il nuovo percorso autorizzativo dovrebbe concludersi nei prossimi 18 mesi. Un mercato cui si rivolge Newcleo, che punta a mettere in servizio nel 2032 il primo reattore da 200 megawatt.
In Europa si guarda invece all’esperienza di Jaslovské Bohunice (Slovacchia), dove la joint venture firmata da Newcleo con l’azienda di Stato Javys punta fino a quattro reattori da 200 megawatt, con il primo previsto nel 2034. Il governo Meloni si è più volte espresso a favore del nucleare anche nel nostro Paese e queste sono le speranze di Newcleo.
Una sfida anche per Orion Valves, la società fondata dalla famiglia Farina ed oggi guidata da Luca Farina. L’azienda triestina produce valvole e sistemi di sicurezza per il settore dell’energia, che nel 2024 ha registrato un fatturato da 132 milioni.
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