Nasce Innovereye, a Belluno l’Ai entra nella filiera dell’occhialeria

L’Innovation center al servizio di Pmi e grandi player. Lorraine Berton:«Le tecnologie diventano vantaggio competitivo»

Stefano Vietina

L’intelligenza artificiale al servizio dell’occhialeria, per garantire un reale vantaggio competitivo a tutto il settore. Nasce così Innovereye, un AI Innovation Center, per guidare il settore verso l’adozione concreta di soluzioni di intelligenza artificiale lungo l’intera filiera.

Una società, con base a Belluno, promossa da Anfao (l’associazione dei fabbricati di articoli ottici), Confindustria Belluno Dolomiti e Aivisory, con la collaborazione di Certottica, risultato di un percorso di oltre un anno basato su un confronto diretto con le esigenze operative delle imprese della filiera, tutte, piccole, medie e grandi, italiane e internazionali.

«Alle aziende serve l’apporto di una intelligenza artificiale deterministica, che dia delle risposte certe. Quindi usiamo differenti tipologie di tecnologia per garantire questa necessità: non è sufficiente, per capirci, l’AI generativa, che propone risultati plausibili e che pure è utilissima per altri aspetti. Le aziende hanno bisogno di certezze». Pier Paolo Boccadamo è lo Chief Innovation Advisor di Innovereye, dopo aver lavorato 34 anni in Microsoft, con l’ultimo incarico che lo vedeva coinvolto nell’evoluzione dei modelli di business dell’ecosistema di partner di quella multinazionale in Italia e in Europa.

«Ora», aggiunge, «sono di nuovo a lavorare sullo sviluppo di un ecosistema, quello dell’occhialeria, a partire dal distretto bellunese. Vogliamo rafforzare la competitività di questa industria e accelerarla attraverso l’utilizzo più veloce e più intenso di tecnologia digitale, utilizzando tutte le opportunità oggi disponibili». Innovare non significa, insomma, solo occhiali intelligenti, una partita su cui sono impegnati i grandi player mondiali di tecnologia e che richiede enormi investimenti.

«Con l’intelligenza artificiale si può intervenire sulla catena di approvvigionamento, sui processi, sui servizi e sui prodotti», sottolinea Boccadamo, «dal modo di stare sul mercato ai modelli di business; dall’organizzazione e dall’aspetto del punto vendita alla sostenibilità. Non si tratta solo di efficientamento, ma di ripensare e trasformare».

Un progetto che ha l’ambizione di allargarsi ad altri settori e generare interesse anche a livello internazionale. «Come sistema associativo», ha spiegato ieri a Cortina in un convegno Lorraine Berton, presidente di Anfao e di Confindustria Belluno Dolomiti, «sentiamo la responsabilità di accompagnare la filiera in una fase di trasformazione profonda, attraverso un approccio di innovazione aperta, aiutando le imprese a comprendere e adottare in modo concreto le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale, trasformandole in un reale vantaggio competitivo».

Il settore italiano dell’occhialeria rappresenta una delle filiere manifatturiere più rilevanti del Paese: con una produzione di 5,64 miliardi di euro (dato preconsuntivo 2025), circa 800 aziende attive e quasi 23.000 addetti, il comparto, con un assetto distrettuale concentrato a Belluno, è fortemente orientato ai mercati esteri. Oggi si confronta con una crescente pressione competitiva: nuovi player internazionali, tensioni geopolitiche, trasformazioni nei modelli di consumo e una complessità industriale che rende sempre più necessario un salto di produttività, efficienza e capacità di innovazione. Innovereye nasce come risposta strutturata a queste sfide.

«È il frutto di un confronto efficace con oltre 40 rappresentanti di aziende del settore, dalle PMI ai grandi player globali. Quello che abbiamo ascoltato», ha sottolineato ieri Nicola Belli, presidente di Innovereye e vicepresidente di Anfao, «è un bisogno chiaro di orientamento e accompagnamento concreto nell’adozione di strumenti e processi di digitalizzazione, fino all’adozione dell’intelligenza artificiale. Posso dire che la risposta del settore è stata unanime: serviva un punto di riferimento dedicato all’eyewear e oggi ce l’abbiamo. È uno strumento sostanziale per l’evoluzione e la valorizzazione del Made in Italy».

Riproduzione riservata © il Nord Est