Su il sipario su Vinitaly, i numeri dell’edizione dei record
Sfilata di ministri a Verona per l’avvio della manifestazione. Domani è attesa la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni

In attesa dell’arrivo domani del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il governo ha partecipato in massa all’epertura della cinquantacinquesima edizione del Vinitaly, la prima nell'epoca della destra di governo che non si è fatta scappare una delle vetrine più in vista e che infatti parteciperà in massa all'evento.
I vicepremier Tajani e Salvini, il ministro della Cultura Gennaro Sangiugliano, dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida hanno aperto assieme al presidente della Regione, Luca Zaia, l’edizione dei record. I numeri fanno impressione: l'obiettivo è quello di superare le 25 mila presenze dall'estero da oltre 130 paesi.
Sono 1.000 i top buyer da 68 nazioni in arrivo a Verona: un contingente di acquirenti selezionati, invitati e ospitati da Veronafiere in collaborazione con ICE Agenzia, cresciuto del 43% rispetto all'anno precedente.
Al centro di tutto, come è normale che sia, c'è il business, con oltre 10.000 appuntamenti d'affari già fissati prima dell'inizio della rassegna tra aziende e professionisti del comparto, grazie al sistema di matching online. In contemporanea a Vinitaly sono in programma gli altri due saloni professionali "Enolitech" e "Sol&Agrifood", che portano il totale espositivo in quartiere a più di 4.400 aziende.
Secondo l'analisi dell'Osservatorio Uiv-Vinitaly e Prometeia il vino italiano rappresenta il campione dell'export made in Italy, delle 4A (abbigliamento, alimentare, arredamento, automazione), con una bilancia commerciale in attivo di 7,4 miliardi di euro. L'industria vitivinicola nazionale vale 31,3 miliardi di euro, impegna 530mila aziende con circa 870mila addetti. Una filiera a tutti gli effetti strategica per l'economia del Paese, come conferma l'attenzione delle istituzioni, presenti da oggi a Vinitaly.
«I babilonesi disegnavano la parte del mondo che loro conoscevano e al centro ci mettevano Babilonia, il salone del vino è come Babilonia, qui vengono tutti, non si può non passare per il Vinitaly». Così il presidente del Veneto Luca Zaia ha commentato con i cronisti la massiccia presenza di esponenti del Governo prevista nei quattro giorni della kermesse veronese, oggi al via.
Parlando invece degli attacchi e delle conseguenze che
potrebbero esserci dalle nuove normative Ue sul vino, Zaia ricordando che solo il Veneto, con 12 milioni 500 mila ettolitri di produzione rappresenta il 36% dell'export nazionale, 2,8 miliardi di euro - ha sottolineato che «questa è una aggressione che penalizza il nostro Paese dal punto di vista economico; dall'altro, è anche una battaglia identitaria, che noi dobbiamo condurre fino in fondo. Si inizia con l'etichetta del vino, che è un modo per togliere identità ai territori, si passa alla carne sintetica e poi ovviamente verranno messi a repentaglio i 4.500 prodotti tipici italiani, tra i quali 350 prodotti tipici veneti».
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