Multa a Google, un giovane imprenditore lancia la petizione: "L'Ue dia i soldi alle start up"

Dopo l’annuncio della multa record da parte dell’Ue a Google, Matteo Biasi, startupper 22enne di Bolzano, lancia un appello a Juncker: «L’Europa reinvesta i soldi della sanzione nelle giovani startup digitali». E su Change.org apre una petizione.

«L’Europa reinvesta i soldi della multa di Google nelle giovani startup digitali». È questa la proposta di Matteo Biasi, sviluppatore 22enne di Bolzano che a febbraio 2017 ha lanciato insieme a un team giovanissimo – tutti tra i 18 e i 22 anni – Flashbeing, un’applicazione che racchiude in un’unica schermata tutte le principali attività professionali di una persona collegando notizie, chat e agenda. Con questo appello lo startupper reagisce alla multa record di 2,42 miliardi di euro – la più alta mai imposta dall’Ue – a Google, annunciata ieri, 27 giugno, dalla Commissione Europea. Il colosso web di Mountain View, California, è stato accusato di aver abusato della sua posizione dominante, favorendo i propri servizi di Google Shopping su Internet. Questo avrebbe danneggiato la concorrenza e la scelta dei consumatori.

«Appena è rimbalzata la notizia della multa a Google da parte della UE – spiega Matteo Biasi – la prima domanda che mi è saltata alla mente è stata: "Dove finiranno questi due miliardi?". Per ottenere finanziamenti, oltre agli angels e venture capitalist, come sappiamo ormai da diversi anni anche l’unione europea mette a disposizione alcuni milioni di euro destinati alle startup innovative. Cifra però sempre molto lontana, ad esempio, dai 10 miliardi messi recentemente a disposizione da Macron per le sole startup Francesi».

Biasi, da giovane imprenditore nel mondo digitale – non solo ha sviluppato Flashbeing, l’app fatta di mezzo milione di righe di codice in grado di portare a una diminuzione del traffico dati (circa 1 GB al mese), dell’energia utilizzata (30%) e dei tempi di attesa (70%), ma è anche Ceo dell’azienda con sede a Bolzano – sa bene quanto l’iniezione di capitale sia fondamentale per il successo di una giovane impresa: «La disponibilità di grossi capitali a cui le startup possono attingere è da sempre il punto cardine per attrarre talenti e per sviluppare nuove e robuste comunità di imprese, fondamentali per arrivare a storie di successo. Il network di venture capitals in Silicon Valley e i grossi investimenti per promuovere il mondo startup israeliano ne sono l'esempio».


Lo scopo principale del procedimento contro Google sotto forma di maxi multa, come ha annunciato l’Europa, è quello di rendere il mercato più equo, salvaguardando la libera concorrenza e l’innovazione. Di conseguenza Biasi è convinto che «i proventi di 2,42 miliardi di euro da Google, una delle aziende leader nel settore tecnologico, andrebbero reinvestiti rispettivamente nelle startup digitali per permettergli di riscattarsi». Lo startupper 22enne aggiunge: «All’Europa si è prospettata un’occasione d’oro per dimostrare, senza un particolare sforzo, il suo effettivo interesse nel futuro dei suoi giovani imprenditori, vediamo se saprà coglierla». Per promuovere la sua causa, Biasi nel frattempo ha aperto una petizione online sulla piattaforma change.org.
 

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