Ance Veneto: costi dell’energia e inflazione, impatti negativi sulle imprese edili

L’allarme del presidente regionale Alessandro Gerotto: le impennate dei prezzi delle materie prime ci spingono verso uno scenario molto preoccupante

La redazione

«Le impennate dei prezzi delle materie prime ci spingono verso uno scenario drammatico».

Lo dichiara il presidente di Ance Veneto, Alessandro Gerotto, anche a fronte della dinamica dell'inflazione che potrebbe avere un impatto negativo sulla crescita.

«A fronte del verificarsi dell’attuale situazione emergenziale - spiega Gerotto - l’unico strumento effettivamente idoneo a garantire la continuità dei contratti in essere è quello della rinegoziazione contrattuale, introdotto dal nuovo Codice dei contratti pubblici (D.lgs. 36/2023) nell’art. 9, proprio allo scopo di superare criticità legate a variazioni straordinarie e imprevedibili. La norma riconosce alla parte svantaggiata un vero e proprio diritto alla rinegoziazione secondo buona fede delle condizioni contrattuali e obbliga l’altra parte ad attivarsi per ristabilire l’equilibrio originario del rapporto».

«L'instabilità internazionale - prosegue il presidente dei costruttori veneti - potrebbe innescare anche interventi della Bce in tema di aumento dei tassi d'interesse, proprio mentre alcuni dati, soprattutto dell'occupazione, stavano dando un certo respiro. Ora serve, anche dall'Unione europea, una visione per investimenti e anche di flessibilità, più a lungo termine. Gli accadimenti globali sono talmente veloci, con le crisi che vanno a sovrapporsi, e i nostri sistemi produttivi necessitiamo di risposte altrettanto pronte».

Le aziende edili venete segnalano rincari dei materiali da costruzione, non solo derivati petrolchimici come il bitume, ma anche altri come l’acciaio e con aumenti dei costi logistici e di trasporto.

Vi sono aumenti anche superiori al 50% rispetto a dicembre 2025.

Gli effetti delle tensioni geopolitiche sulle materie prime sono già pesanti e riguardano tutta la filiera dell’edilizia, che nel Veneto è impegnata in uno sforzo importante per portare a termine i lavori del Pnrr nei tempi previsti.

«Dal primo marzo scorso sono scattati anche gli aumenti concordati dal rinnovo del contratto di lavoro nazionale - aggiunge Gerotto - ai quali si aggiungono gli adeguamenti per le trasferte e aggiornamenti sui contratti disecondo livello, o anche situazioni particolari come quelle che affrontano i nostri colleghi veneziani o gli imprenditori delle aree di montagna; già penalizzati per le specifiche condizioni logistiche. Il rischio reale è che si fermino i cantieri o che si chiudano le attività. L'invito alle stazioni appaltanti e alle amministrazioni locali, a tutti i livelli, è di considerare il contesto generale nel quale le imprese edili sono costrette a operare. La situazione è alquanto preoccupante e il Sistema Ance sta monitorando gli andamenti in ogni provincia veneta perché stanno crescendo i rischi economici e finanziari. Siamo consapevoli che la sfida è gravosa non solo per le imprese, ma anche per le famiglie, e ci auguriamo venga risolta in breve per evitare anche impatti negativi sull'occupazione».

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