StarTech, il tavolo a Roma entro fine settembre

Incontro in Regione senza l’azienda. I sindacati: «Permane totale incertezza»

Valeria Pace

​​​Il tavolo di crisi ministeriale su StarTech, la storica azienda di componentistica elettronica di Trieste, sarà convocato entro fine settembre e il decreto che convalida l’accordo di solidarietà fino a fine ottobre è stato firmato martedì scorso. Ora, affinché l’Inps possa erogare quanto prima la quota di cassa integrazione ai lavoratori, è necessario che l’azienda faccia pervenire in fretta agli uffici dell’istituto previdenziale i documenti necessari per elaborare la pratica. Queste sono le novità chiave emerse dal tavolo convocato a stretto giro in Regione, dopo la richiesta di un incontro avanzata dai sindacati all’istituzione territoriale. Intanto le sigle comunicano che «permane la totale incertezza sia di prospettiva industriale che nell’immediato sul pagamento delle spettanze dovute alle lavoratrici e ai lavoratori».

Per mercoledì 9 settembre sarà convocata un’assemblea per aggiornare i lavoratori sulle novità e per decidere le prossime mosse sul fronte della mobilitazione. Si lavora, infatti, a una grande manifestazione per chiedere il sostegno della cittadinanza ai 320 lavoratori StarTech, che per luglio si sono visti accreditare solo metà dello stipendio da parte dell’azienda e per il mese di agosto non hanno ancora visto un euro. Per alleviare le difficoltà, intanto, la Regione ricorda l’accordo con le Bcc del Friuli Venezia Giulia che consente l’anticipo della cigs ai lavoratori.

I partecipanti

All’incontro avvenuto nella sede della Regione di piazza Unità a Trieste hanno preso parte gli assessori regionali Alessia Rosolen e Sergio Emidio Bini, titolari rispettivamente delle deleghe al Lavoro e alle Attività produttive. Presenti anche vertici di Confindustria Alto Adriatico, la Rsu di fabbrica e i segretari territoriali delle sigle impegnate nella vertenza: Chiara Lucchetto (Fiom Cgil), Antonio Rodà (Uilm), Alessandro Contino (Fim Cisl) e Enzo Esposito (Ugl).

Compattezza

Dagli assessori regionali è arrivato un richiamo a «mantenere l’unità di intenti tra istituzioni nazionali e territoriali e parti sociali» per «condividere un percorso che, nel rispetto delle normative vigenti, offra le migliori prospettive possibili in termini di continuità produttiva e occupazionale per lo stabilimento di StarTech Trieste». Tutto questo «garantendo chiarezza e trasparenza nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori e dell’intero territorio».

Una posizione condivisa anche da Massimiliano Ciarrocchi, direttore generale di Confindustria Alto Adriatico, che ha a sua volta ribadito «l’importanza di mantenere un’unità di intenti» per arrivare «con l’impegno di tutti per arrivare a soluzioni da mettere in campo nei tempi consentiti per dare una risposta definitiva» alla vertenza StarTech. Un’unità di intenti che assicurano anche le parlamentari dem Debora Serracchiani e Tatjana Rojc.

Il tavolo

I sindacati, intanto, fanno sapere che «gli assessori hanno confermato la massima attenzione e disponibilità a un costante confronto». E la convocazione del tavolo al ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), è stato garantito, avverrà entro il mese di settembre «pur senza essere nelle condizioni di garantire ad oggi l’individuazione di un soggetto industriale in grado di presentare un progetto solido».

Insomma, l’incertezza su come si potrà rimettere in pista una fabbrica con il know how per produrre componenti strategici permane. Anche per questo Serracchiani e Rojc chiedono «il massimo impegno al Mimit», e annunciano di essere «a disposizione per ogni iniziativa utile affinché il prossimo appuntamento di Roma non si risolva con la presa d’atto che non c’è nulla oltre gli ammortizzatori».

La crisi di StarTech è diventata conclamata a fine aprile, quando è emerso che i finanziatori iniziali dell’ambizioso piano di rilancio che prevedeva di entrare nel mercato dei data center erano sfumati e non se ne sono trovati altri.

 

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