Tante eccellenze, pochi manager: «In Fvg il ritardo è strutturale»
Per Manageritalia Fvg, il divario è destinato a crescere per il calo del 6,7% dei dirigenti privati, mentre a livello nazionale è cresciuto del 2,6%

Una scarsa managerialità a dispetto di una forte presenza di eccellenze locali, una caratteristica delle aziende del Friuli Venezia Giulia che in realtà ricalca il trend nazionale, rendendo complesso affrontare sfide cruciali come la digitalizzazione e l’instabilità dei mercati internazionali. Questa è la fotografia fatta da Manageritalia Friuli Venezia Giulia in occasione dell’assemblea tenutasi ieri a Portopiccolo, dove si sono celebrati anche gli 80 anni dell’associazione.
La relazione di Manageritalia
Su un totale di 81.633 aziende, poco più del 94% sono microimprese, poi ci sono le piccole (5,1%), le medie (0,7%) e le grandi (0,1%).
In questo quadro, in Regione si contano 1.891 dirigenti privati, di cui il 15,5% sono donne (un aumento del 53,7% dal 2008), mentre sono solamente 5.134 le imprese con più di 9 dipendenti. Secondo l’analisi, in Fvg ogni 100 lavoratori subordinati ci sono 0,6 dirigenti, un dato più basso rispetto alla media italiana dello 0,9% e una percentuale che oscilla tra 2 e 4 in Europa.
Il gap è destinato a crescere, visto il calo del 6,7% dei dirigenti privati, mentre sul territorio nazionale è cresciuto del 2,6. Negli ultimi 16 anni la diminuzione è stata pari allo 0,6% mentre il dato italiano ha visto un aumento del 12,4%.
«La causa è strutturale», afferma il presidente di Manageritalia Fvg Stefano De Martin, «solo il 30% delle Pmi italiane ha manager esterni alla famiglia, contro l'80% di Germania, Francia e Spagna. Dove c'è managerialità, la produttività cresce, è dimostrato».
Riproduzione riservata © il Nord Est





