Quasi un colloquio di lavoro su tre va a vuoto perché non si presenta nessuno

L’analisi della Cgia sui dati di Unioncamere e Ministero del Lavoro. Prime Valle d'Aosta, Trentino, Friuli, Veneto ed Emilia, ultima la Puglia

Colloqui di lavoro, i dati della Cgia
Colloqui di lavoro, i dati della Cgia

Nel 2025, quasi un colloquio di lavoro su tre è saltato perché nessun candidato si è presentato alla selezione. Lo rileva la Cgia analizzando l'indagine di Unioncamere e Ministero del Lavoro sulle interviste fatte agli imprenditori dalle quali emerge che nel 2017 le assunzioni andate a vuoto per assenza di candidati erano state poco meno di 400.000, (9,7% del totale previsto); nel 2025, invece, il fenomeno si è verificato in 1.750.000 casi, (30,2) con picchi che hanno toccato il 39% nelle costruzioni, il 35,2 nel legno-mobile e poco meno del 35% tra le aziende multiutility (acqua, energia, gas.).

Se si allarga il campo di osservazione, si vede che nel 2025 a fronte di 5,8 milioni di assunzioni previste, 2,7 milioni (47%) sono stati di difficile reperimento; di cui 1,7 milioni (30,2%) per mancanza di candidati, 765.500 per preparazione inadeguata (13) e 216.400 (3,7) per altri motivi.

Per la Cgia le ragioni sono molteplici: innanzitutto molti giovani non cercano più soltanto uno stipendio, ma anche equilibrio tra vita privata e lavoro, flessibilità, possibilità di crescita.

C'è poi un problema demografico: i giovani sono meno rispetto al passato e pertanto in molti settori sono diventati una risorsa difficile da trovare. E poi tante imprese cercano figure tecniche o specializzate che il sistema scolastico non riesce più a formare in quantità sufficiente.

Altro elemento è il modo in cui si seleziona il personale.

Procedure lunghe, colloqui multipli, tempi di risposta infiniti o annunci poco chiari scoraggiano molti candidati. Secondo la Cgia, per avvicinare domanda e offerta di lavoro bisogna costruire un rapporto più diretto tra scuola, formazione e mondo produttivo con stage di qualità, apprendistati ben retribuiti e percorsi di orientamento che facciano conoscere bene professioni, mestieri e possibilità di carriera. Le imprese devono investire di più sui giovani con formazione continua, flessibilità organizzativa e con ambienti di lavoro moderni e meritocratici e con un linguaggio vicino alle nuove generazioni.

Tra le prime 5 regioni con la più alta percentuale di difficoltà nel reperire il personale per la mancanza di candidati durante le prove di selezione ci sono la Valle d'Aosta che nel 2025 ha visto fallire la selezione nel 39,5% dei casi, poi Trentino Alto Adige (39%), Friuli Venezia Giulia (37,4%), Veneto (33,5%) e Emilia Romagna (33%). La meno "colpita" è la Puglia con 25 casi su 100.

Le province che vedono "saltare" di più le selezioni di lavoro per la mancanza di candidati sono quelle caratterizzate da una forte presenza di attività turistico/alberghiere con una diffusione altrettanto significativa nel settore dell'edilizia, della metalmeccanica e per Udine anche del legno-arredo.

La realtà d'Italia più in difficoltà è Trento che nel 2025 ha visto andare a "vuoto" il 40 per cento delle selezioni di lavoro.

Seguono Aosta con il 39,5, Udine con il 39,1, Bolzano con il 38,1 e Belluno con il 37,7. Le province meno "snobbate" da chi cerca un posto di lavoro, invece, sono Avellino (24,4%), Taranto (24%) e Bari (23,9).

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