Picco di volumi all’Electrolux di Porcia: altri tre sabati di lavoro straordinario

Venerdì la firma. dell’accordo. L’azienda ha reso noti alcuni dati del 2025: prodotte 706.508 lavatrici rispetto alle 712 mila attese. Le prospettive per il 2026 sono di stabilità

Giulia Sacchi

Picco di volumi all’Electrolux di Porcia (1.419 dipendenti): altri tre sabati di lavoro straordinario per la fabbrica che produce lavatrici.

L’ipotesi prospettata a dicembre è stata confermata nell’incontro di lunedì tra rappresentanti della multinazionale e organizzazioni sindacali, occasione anche per fare il punto della situazione, snocciolare i dati del consuntivo 2025 e confrontarsi sulle previsioni 2026.

L’anno scorso si è chiuso di poco al di sotto del budget, ma con un +6% a livello produttivo rispetto al 2024: sono state realizzate 706 mila 508 apparecchiature, mentre quelle previste erano 712 mila.

Il 2025, come hanno messo in evidenza Fim, Fiom e Uilm, è stato all’insegna del cambiamento per i dipendenti di Electrolux, operai in primis: si è passati, infatti, dal lavoro a turno a quello a giornata, dall’impiego della solidarietà allo stop di quest’ultima e al ricorso agli straordinari nell’ultima parte dell’anno, con cinque sabati da sei ore al lavoro, il primo l’8 novembre e l’ultimo lo scorso 10 gennaio.

Sul fronte produttivo, anche il 2026 non dovrebbe discostarsi da quello che è stato l’andamento dell’anno precedente, ma un distinguo va fatto, in particolare, su quelli che saranno il primo e il secondo trimestre.

Gennaio e febbraio, infatti, saranno all’insegna dell’aumento di volumi: da qui la necessità di un nuovo accordo sugli straordinari, che ieri non è stato siglato, ma che verosimilmente sarà sottoscritto nel confronto in programma venerdì.

Tre, dunque, gli ulteriori sabati di lavoro extra: il 24 gennaio, il 7 e 21 febbraio.

Pure a marzo il carico di lavoro è buono. Per aprile e maggio, invece, è previsto un calo dei volumi: il tavolo di concertazione di venerdì sarà utile per capire anche come gestire la situazione, come hanno spiegato i sindacalisti Gianni Piccinin (Fim), Simonetta Chiarotto (Fiom) e Roberto Zaami (Uilm).

«Sarà necessario abbozzare un calendario produttivo che vada oltre il periodo in cui si registra un incremento dei volumi e, dunque, un ricorso allo straordinario - hanno fatto sapere le forze sociali -. Una programmazione, quindi, che guardi avanti e tenga conto dei mesi più scarichi di lavoro, per capire se saranno necessarie chiusure, magari da gestire con il ricorso agli ammortizzatori sociali».

La via potrebbe essere quella della cassa integrazione, ma le evoluzioni del mercato sono così rapide che, al momento, non ci si è sbilanciati sulle misure da mettere in campo.

Se il primo semestre 2026 si divide in due fasi, una all’insegna del picco produttivo e l’altra calante, per la seconda parte dell’anno le previsioni commerciali parlano di un andamento buono.

«Per ora ci è stato tracciato questo quadro - hanno spiegato i sindacati -. Siamo cauti perché, a livello globale, sui mercati si registrano cambi repentini di scenario».

Al momento, nel sito di Porcia, sono ancora attivi 14 contratti a tempo determinato, stipulati per fare fronte al lavoro in più degli ultimi mesi del 2025 e che scadranno a inizio febbraio.

Salvo necessità di approfondimenti, venerdì si dovrebbe trovare la quadra sugli straordinari: per la sottoscrizione dell’intesa non servirà ripetere l’iter che si è seguito a ottobre.

Ci sarà un confronto tra organizzazioni sindacali e maestranze in assemblea, ma non sarà necessario che i dipendenti si esprimano col voto.

A ottobre, infatti, la questione lavoro extra aveva acceso il dibattito e il via libera alla sigla dell’accordo era arrivato in seguito al referendum tra gli addetti. —

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