Il Progetto Ghana supera il traguardo dei 400 arrivi e si apre al social housing

L’iniziativa di Confindustria Alto Adriatico ha raggiunto Veneto, Marche, Toscana e Lombardia. Agrusti: «Il collo di bottiglia è la residenza. Lavoriamo su soluzioni vicine alle zone industriali»

Giorgia Pacino

Non solo nuovi arrivi e inserimento diretto nelle aziende: a breve il progetto Ghana si allargherà anche al social housing, con la realizzazione di soluzioni abitative destinate ai lavoratori in arrivo dall’Africa. È il prossimo passo anticipato dal presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, compito dal’iniziativa di formazione e reclutamento di manodopera specializzata lanciata nel 2024 che ha già portato in Italia un totale di 400 lavoratori. Nelle ultime ore è arrivato, infatti, in Friuli Venezia Giulia un nuovo gruppo di otto tecnici specializzati, che include anche operatori con diploma in ambito elettrico ed elettromeccanico e tre ingegneri elettronici. Tutti pronti per l’inserimento in imprese industriali del territorio.

«Il successo di questo percorso dimostra che è possibile costruire filiere internazionali della formazione capaci di rispondere in modo concreto alle esigenze delle imprese; il valore sta nella qualità della preparazione tecnica, nella selezione accurata dei lavoratori e nella solidità del loro inserimento nelle aziende», ha spiegato Agrusti, che ha accolto i lavoratori appena arrivati e illustrato loro le iniziative previste per favorire un’integrazione efficace nel territorio. «Il modello ideato da Confindustria Alto Adriatico – ha spiegato ancora il presidente – dimostra la propria solidità e la sua replicabilità su scala nazionale; un numero crescente di imprese italiane lo considerano infatti una risposta concreta alla carenza di competenze tecniche».

Il programma, inaugurato ad aprile del 2024 ad Accra alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha infatti già varcato i confini della regione. Dopo aver creato opportunità occupazionali qualificate in importanti realtà produttive del Friuli Venezia Giulia, come Fincantieri, Cimolai, Marine Interiors e Veolia, il progetto si è esteso anche al Veneto, alle Marche e alla Toscana. Più recente lo sbarco in Lombardia: a gennaio una decina di lavoratori africani con qualifica elettromeccanica è giunta a Cardano al Campo, in provincia di Varese, per essere inserita alla Belfor, realtà attiva nel settore del trattamento dei rifiuti industriali. Nel corso del primo semestre dell’anno è previsto l’ingresso di ulteriori lavoratori specializzati in aziende di Mantova e Brescia.

Gli otto arrivati nelle scorse ore a Pordenone saranno impiegati tutti in Friuli Venezia Giulia, ma si stanno già formando due nuove classi di lavoratori che presto arriveranno in aiuto di altre imprese anche fuori dai confini regionali. «Quattrocento in un anno non sono pochi ma potremo averne di più, anche perché le imprese manifestano molte più necessità», prosegue Agrusti. «Il collo di bottiglia è la residenza: in base al Decreto Cutro, per superare le quote chi arriva qui non solo deve avere un contratto di lavoro in mano e superare un esame di lingua di livello A1 all’Università per Stranieri di Siena, ma deve anche avere un luogo dove abitare. Per aiutare le nostre imprese su questo fronte – anticipa il presidente di Confindustria Alto Adriatico – stiamo varando un progetto pilota che presenteremo nelle prossime settimane che prevede la realizzazione di social housing, worker hotel a ridosso delle zone industriali o all’interno delle stesse, perché non vogliamo creare dei ghetti. Sarà anche un esempio straordinario che varrà per tutto il Paese, per le modalità di esecuzione».

Nel fine settimana è previsto anche un grande evento a Udine che coinvolgerà tutta la comunità ghanese, preceduto d aun incontro tra Confindustria Alto Adriatico e la nuova ambasciatrice del Ghana in Italia. Il progetto prevede un percorso integrato: formazione tecnica nelle scuole salesiane di Accra e Sunyani, un modulo di perfezionamento e orientamento culturale in Italia e assunzione in somministrazione. La preparazione tecnica è svolta oltre confine dalle Scuole Salesiane, mentre Umana cura la selezione e l’integrazione dei lavoratori nelle imprese con il supporto della Ghana Nationals Association. Centrale è anche l’apprendimento linguistico, curato con il supporto di Vis Ghana e certificato dall’Università per Stranieri di Siena, requisito indispensabile per l’ottenimento del visto di lavoro. I risultati raggiunti garantiscono «un flusso costante di lavoratori qualificati e, soprattutto, di competenze tecniche», ha sottolineato il vicedirettore di Confindustria Alto Adriatico, Giuseppe Del Col.

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