Snaidero: lunedì primo faccia a faccia sindacati-proprietà pubblica
No comment di Friulia dopo la notizia dell’aumento di capitale da 7 milioni con Invitalia e il fondo di DeA Capital. Attesa dal ministero del Lavoro l’approvazione del contratto di solidarietà per un anno per i 275 addetti

Nuovo assetto societario per la Snaidero di Majano, storico e prestigioso marchio di cucine.
Dopo la notizia dell’aumento di capitale da 7 milioni di euro, con i soci pubblici Invitalia e Friulia che detengono adesso circa il 64% delle quote (il restante 35,5% è in mano al fondo CCR di DeA Capital, mentre Edi Snaidero, uno dei figli del fondatore, scende allo 0,5%), è il momento di mettere al loro posto tutti i tasselli del puzzle.
Se dalla finanziaria regionale non ci sono commenti ufficiali sui motivi che hanno portato all’operazione e quindi al controllo su Snaidero, le parti sociali si stanno muovendo.
I rappresentanti dei sindacati di categoria, infatti, si ritroveranno lunedì prossimo, 9 marzo, in un incontro faccia a faccia con i vertici aziendali.
Della delegazione della proprietà, al momento, dovrebbe sempre fare parte il neo nominato Coo Dante Giacomelli, al quale i sindacalisti chiederanno delucidazioni su quanto sta avvenendo in seno alla società.
Altro nodo da sciogliere è quello dell’approvazione, da parte del ministero del Lavoro, del contratto di solidarietà per un anno (è scattato già il 17 febbraio e durerà fino al 16 febbraio 2027) che riguarda tutti i 275 lavoratori dello stabilimento majanese, dopo che nelle scorse settimane, in seguito alla mobilitazione dei lavoratori e alle pressioni della Regione, era stata scongiurata la chiusura del reparto verniciatura, che avrebbe significato il licenziamento di almeno una ventina di addetti.
«Stiamo attendendo il via libera da Roma - conferma Massimo Minen, segretario regionale di Feneal Uil - per la solidarietà. Sappiamo che ci sono tempi tecnici, tutto dovrebbe risolversi entro breve, non penso ci siano intoppi di sorta su questo fronte».
Minen guarda con ottimismo l’ingresso di due attori pubblici come Friulia e Invitalia in maggioranza.
«A mio avviso è una cosa positiva - spiega il sindacalista - che ci sia stata un’iniezione di capitali freschi, ciò dà solidità al percorso aziendale e tranquillità alle maestranze, che vengono da un periodo di forti tensioni. Per noi conterà molto l’incontro di lunedì prossimo, vedremo di comprendere i dettagli dell’operazione che ha coinvolto Friulia e Invitalia, di capire se ci saranno cambiamenti rispetto al management, o altre ricadute. Da parte nostra riteniamo, sia con il contratto di solidarietà che con i nuovi capitali in azienda, di aver messo in sicurezza i posti di lavoro e la continuità produttiva. Cercheremo anche di sapere se, da parte della nuova Snaidero, cambieranno le strategie di mercato o se ci saranno investimenti nella produzione per riguadagnare la competitività che purtroppo è andata perduta negli ultimi anni».
Snaidero esce da un 2025 caratterizzato da difficoltà, durante il quale la produzione è stata a singhiozzo e gli operai hanno lavorato una media di appena due giorni alla settimana.
In attesa dei conti ufficiali dell’anno passato, già dando un’occhiata a quelli del 2024, si evidenziavano alcuni scricchiolii: la società di Majano aveva chiuso l’anno con 49,2 milioni di ricavi contro i 52 del 2023, con un risultato ante imposte negativo per -6,3 milioni (leggermente migliorato rispetto ai -9,9 milioni dell’anno precedente) e un’ultima riga ancora negativa per 6,8 milioni (erano 10,8 nel 2023).
Conti che avevano impattato sulla performance del gruppo che aveva mandato in archivio il 2024 con 93,5 milioni (contro 109 milioni), con un risultato ante imposte negativo per 7,7 milioni (contro -10,7) e una perdita netta di 8,5 milioni. —
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