Lavoro, il Veneto rallenta a luglio: frena l’industria, accelera il turismo

Pur rimanendo in crescita, si riduce il contributo dei contratti a tempo indeterminato, mentre si rafforza quello del lavoro a termine.

La redazione

I nuovi dati pubblicati dalla Bussola mostrano un mercato del lavoro che in Veneto, nei primi sette mesi del 2026, mantiene un bilancio nel complesso positivo, nonostante il rallentamento osservato nel mese di luglio, quando il saldo occupazionale risulta lievemente inferiore a quello del 2025 e le assunzioni registrano un leggero calo (-3%).

Il turismo continua a fare da traino alla crescita occupazionale complessiva e nell'ultimo mese evidenzia un'ulteriore accelerazione. Permangono, invece, le difficoltà nel settore industriale, dove le dinamiche più recenti continuano a caratterizzarsi per andamenti discontinui e un'elevata variabilità nel breve periodo, in un contesto economico ancora incerto che continua a condizionare le scelte delle imprese.

A rallentare sono soprattutto il metalmeccanico e l'edilizia, che mostra un progressivo indebolimento della domanda di lavoro, mentre segnali positivi arrivano da alcuni comparti del made in italy. Pur rimanendo in crescita, si riduce il contributo dei contratti a tempo indeterminato, mentre si rafforza quello del lavoro a termine.

A livello territoriale, i saldi sono positivi in tutte le province del Veneto, ma in ridimensionamento quasi ovunque tranne che a Verona e Rovigo. La domanda di lavoro cresce invece a Venezia e Belluno, per il noto effetto, rispettivamente, dei picchi di attivazioni contrattuali legati ad attività di produzione cinematografica e dei Giochi Olimpici invernali a Cortina, e a Verona, che è anche l'unica provincia a registrare un aumento delle assunzioni nel mese di luglio.

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