In Fvg crescono i servizi per l’industria e rafforzano le filiere produttive

Secondo l’Osservatorio, la crescente integrazione tra manifattura e servizi costituisce «un fattore di competitività, ma introduce anche un elemento di vulnerabilità»: una contrazione dell’attività industriale potrebbe propagarsi ai servizi avanzati e operativi collegati alle filiere

Maurizio Cescon

 

In Friuli Venezia Giulia la crescita dei servizi costituisce uno dei fenomeni «più significativi» degli ultimi decenni, «ma non può essere interpretata come un processo omogeneo né come una semplice sostituzione della manifattura». Una «parte rilevante» di questa crescita «deriva dall’evoluzione delle filiere produttive e dall’esternalizzazione di attività specialistiche da parte delle imprese. Industria e servizi appaiono quindi sempre più integrati nei processi di innovazione e nella produzione di valore». È uno degli elementi più interessanti nonché spunto di riflessione che emergono dall’analisi “Non solo terziarizzazione. Struttura produttiva e mercato del lavoro in Friuli Venezia Giulia”, condotta dall’Osservatorio regionale sul mercato del lavoro.

In regione, rileva ancora il report, la prevalenza di micro e piccole imprese favorisce la specializzazione produttiva e l’esternalizzazione di funzioni verso imprese di servizio. La domanda di lavoro risulta così distribuita tra un numero elevato di aziende. In questo contesto, la crescita dei servizi rappresenta il riflesso della «trasformazione organizzativa della manifattura più che il suo ridimensionamento: i diversi comparti svolgono funzioni complementari».

Secondo l’Osservatorio, la crescente integrazione tra manifattura e servizi costituisce «un fattore di competitività, ma introduce anche un elemento di vulnerabilità»: una contrazione dell’attività industriale potrebbe propagarsi ai servizi avanzati e operativi collegati alle filiere, riducendo la domanda di progettazione, consulenza, Ict e logistica.

Pertanto, conclude l’Osservatorio, in una regione caratterizzata dalla progressiva riduzione della forza lavoro disponibile e dalla prevalenza di micro e piccole imprese, le politiche pubbliche non possono limitarsi a favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Diventa sempre più importante rafforzare la capacità di anticipare i fabbisogni professionali delle imprese, sostenere l’innovazione organizzativa, accompagnare le transizioni lavorative e favorire la diffusione di competenze coerenti con l’evoluzione del sistema produttivo».

Questa prospettiva consente anche di leggere in modo diverso le possibili evoluzioni future. La fondamentale e sempre più stretta integrazione tra industria e terziario rappresenta un elemento di competitività, ma introduce anche un problema di vulnerabilità. Una possibile crisi industriale non inciderebbe solo sull’occupazione manifatturiera, ma potrebbe propagarsi ai servizi avanzati e operativi collegati alle filiere, riducendo la domanda di progettazione, consulenza, Ict, logistica e attività di supporto. Allo stesso tempo, la ricollocazione dei lavoratori verso altri comparti non sarebbe automatica: dipenderebbe dalla trasferibilità delle competenze, dalla presenza di una domanda sufficiente e dalla capacità di turismo, servizi ai consumatori e welfare di offrire occupazione stabile e qualificata.

La diversificazione produttiva rappresenta quindi un importante fattore di resilienza del sistema economico regionale, ma non può essere considerata un sostituto equivalente della manifattura. Le evidenze emerse conducono infine a una riflessione sulle politiche regionali. Gli effetti dell’innovazione tecnologica e dell’intelligenza artificiale non dipenderanno esclusivamente dalle caratteristiche delle nuove tecnologie, ma saranno mediati dalla struttura produttiva, dall’organizzazione delle imprese e dalle modalità con cui tali innovazioni verranno adottate nei diversi contesti economici. Comprendere l’evoluzione del sistema produttivo rappresenta quindi una condizione essenziale per interpretare i futuri cambiamenti della domanda di lavoro, delle professioni e delle competenze. Diventa sempre più importante rafforzare la capacità di anticipare i fabbisogni professionali delle imprese, sostenere l’innovazione organizzativa.

 

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