Electrolux, 25 assunzioni a Porcia. Rsu: «Contraddizioni inspiegabili»

L’azienda aveva già annunciato 120 nuovi contratti a termine per Forlì per aumentare la produzione

Francesco Dal Mas

Dopo i 120 contratti di assunzione a termine nello stabilimento di Forli, l’Electrolux ha annunciato per Porcia l’ingresso di 25 somministrati per i mesi di settembre ed ottobre, e forse anche novembre. C’è la necessità, infatti, di incrementare la produzione poiché il mercato continua a mantenersi stabile, anche a fronte di un contesto economico difficile. Anzi, l’azienda fa capire che addirittura si intravvede qualche segnale di ripresa per l' ultimo quadrimestre. Ad oggi il previsionale 2026 è aumentato di 10.000 e si attesta intorno ai 717.000 pezzi.

La Rsu Fim-Fiom-Uilm, dopo aver precisato che la decisione è stata assunta unilateralmente dall'azienda, sottolinea le «contraddizioni inspiegabili» nella strategia del gruppo, ricordando la vertenza nazionale aperta 1719 esuberi annunciati nei mesi scorsi. Procedura, peraltro, che non è stata ancora avviata; evidentemente si attendono gli incontri di settembre. «Da un lato Electrolux afferma di non poter più sostenere diverse produzioni, dall'altro arriva a fare assunzioni, seppur a termine, per far fronte a richieste commerciali che evidentemente sono in grado comunque di sviluppare margini», evidenzia ancora la Rsu.

Nel gruppo si è già al post ferie e mentre a maggio era stata annunciata la riduzione generalizzata dei turni, «in realtà, ad oggi tutti gli stabilimenti sono a due turni, tranne Porcia, e ci sono più contratti a termine di quando annunciarono il piano», osservano le Rsu, che sottolineano anche il ricorso costante a straordinari produttivi. Da lunedì 24 agosto a Porcia tornerà infine l'orario pre-ferie, dalle 7 alle 16. I delegati fanno inoltre notare che se l’azienda avesse aperto procedure formali come prevede la legge per affrontare la riorganizzazione del gruppo, quando sono stati annunciati gli esuberi, la procedura sarebbe decaduta, «per fatti oggettivi» in contrasto con i presupposti e dichiarati nello stesso piano allegato alla procedura ex legge 223/91.

Il segretario del Pd provinciale di Pordenone Fausto Tomasello e la responsabile Lavoro del Pd Fvg Valentina Francescon, invitano «i soggetti istituzionali a raccogliere queste clamorose incongruenze e ne chiedano conto nei primi tavoli tecnici di settembre a Roma». E questo perché, secondo il Pd, la decisione presa da Electrolux «traccia un quadro che smentisce nei fatti la narrazione sul ridimensionamento del sito produttivo, mentre la tempistica e le modalità dell'attivazione dei nuovi contratti a tempo confligge con i presupposti degli esuberi annunciati». Intanto a Susegana «i tecnici non riescono da tre giorni a far ripartire gli impianti», è quanto trapela dai delegati Rsu dello stabilimento trevigiano del «gigante del freddo». Ieri la linea 6 è stata fermata e i lavoratori sono stati mandati a casa per l'impossibilità di garantire la normale operatività. «I continui guasti a diversi impianti ad alta automazione hanno costretto allo stop, rendendo necessaria la richiesta di cassa integrazione per circa 200 dipendenti coinvolti. I problemi sono insorti a seguito dei lavori di manutenzione eseguiti durante le ferie estive, che finora hanno impedito la regolare ripresa delle attività. I pezzi prodotti sono stati pochissimi rispetto alla ripresa a pieno regime avvenuta lunedì 17» si fa sapere dalla Rsu.

 

Riproduzione riservata © il Nord Est