Valdastico e holding autostradale, Salvini accelera: sì al progetto con uscita a Trento Sud
Il ministro Salvini apre alla holding autostradale del Nord Est e conferma l’intesa sulla Valdastico con sbocco a Trento Sud. Ora atteso il piano economico e il nodo finanziamenti

«Sì alla holding autostradale». Il ministro Matteo Salvini rompe gli indugi al Vinitaly, dopo un faccia a faccia con il presidente veneto Alberto Stefani. Mezz’ora in una stanza del primo piano della fiera, all’ora di pranzo, con un blitz anche del governatore trentino Maurizio Fugatti. Fondamentale, per l’altra notizia di giornata: l’intesa raggiunta sul tracciato della Valdastico, «con innesto a Trento Sud» annunciano i due governatori praticamente in coro. E aggiunge Stefani: «Sono tutti segnali di un Veneto che lavora, ma anche di un governo dalla nostra parte».
Del resto, le due iniziative sono legate a doppio filo. Perché la holding autostradale unica per il Nord Est, con perno in Cav, sarà – almeno, l’intenzione è questa – il contenitore naturale per la stessa Valdastico. «Ora contiamo di avere al più presto il piano economico-finanziario – dice Stefani – nel quale inserire la Valdastico». Ma nel frattempo Fugatti preme: «Quello che dovevamo fare, noi lo abbiamo fatto. Ora la palla passa al Ministero, per la parte progettuale e tecnica. E per una risposta sui finanziamenti». Sollecitazione alla quale risponde lo stesso Salvini: «Lo aspetto, con Stefani, al ministero, per parlare di finanziamenti». Onere in campo ad A4 Holding, al momento, con la possibilità di un contributo dal Mit: «Sono pronto a ragionarci su» promette il ministro.
In attesa, si diceva, che il progetto di holding autostradale arrivi al traguardo. L’orizzonte è quello del 31 dicembre, «quando scadrà la concessione della Brescia-Padova» ricorda Stefani, «e allora potremo procedere con la concessione in house». Gli ostacoli da affrontare sono essenzialmente due: il responso di Bruxelles – «ma penso che non avrà nulla da eccepire» dice Salvini – e una eventuale compensazione per la Lombardia, per quella porzione di autostrada che ricade sul suo territorio: «Bisognerà parlarne» dice il ministro. Che intanto pensa al Veneto: «Questa è la più grande forma di autonomia. Perché significa che i soldi pagati dai veneti rimarranno in Veneto, per le infrastrutture della regione. E quindi non ci sarà più profitto per i privati».
Dentro il nuovo contenitore della holding potrebbero finire la Brescia-Padova, la Valdastico stessa, ma pure la Pedemontana, che allora dovrebbe rimanere nell’orbita di palazzo Balbi. Altra questione, quella della A22, per la quale Salvini promette: «Avanti con la gara».
Tornando alla A31, la strada da percorrere è comunque lunga. La buona notizia, per chi crede nel progetto: «Non servirà una modifica del piano urbanistico provinciale», assicura Fugatti. Perché il corridoio con sbocco a Sud di Trento era già stato previsto ai tempi dell’amministrazione di Ugo Rossi. Poi non se n’era più fatto niente, e il nuovo governo Fugatti si era orientato su Rovereto. Il ripristino del progetto di dieci anni fa rappresenta allora il punto di equilibrio per cercare di aggirare le voci critiche. Detto che è notizia di un paio di mesi fa l’approvazione della mozione, da parte del Consiglio provinciale di Trento, per individuare a Trento Sud l’uscita della nuova Valdastico. Altro piccolo passo avanti verso un progetto con 50 anni di discussioni alle spalle.
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