Traffici portuali in crescita: Trieste accelera ancora
I numeri del primo semestre del Sistema del Mare Adriatico Orientale: oltre 31 milioni di tonnellate, consolidando il posizionamento nazionale. Monfalcone scende del 25% penalizzata dal crollo delle rinfuse solide

La crescente frammentazione geopolitica e commerciale, il protrarsi dei conflitti in Medio Oriente e nell’area del Mar Nero, le tensioni nello Stretto di Hormuz e nel canale di Suez, non fermano la crescita del Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale. I porti del Friuli Venezia Giulia registrano nel primo semestre dell’anno la movimentazione di oltre 31 milioni di tonnellate (+0,67%), consolidando il posizionamento a livello nazionale, anche se si registra un crollo di un quarto delle merci movimentate a Monfalcone.
Il porto di Trieste ha chiuso il primo semestre del 2026 con una movimentazione complessiva di 29,5 milioni di tonnellate rispetto al primo semestre 2025 (+2,74%). L’andamento non è però uniforme: all’espansione delle rinfuse liquide e del Ro-Ro, si contrappongono la flessione dei container e dei collegamenti ferroviari. «Il dato evidenzia la capacità dello scalo di mantenere una funzione centrale nelle catene logistiche europee anche in una fase caratterizzata da forti discontinuità», spiega il Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale presieduto da Marco Consalvo, «la competitività del sistema portuale dipende sempre più dall’integrazione tra rotte marittime, disponibilità infrastrutturale e affidabilità dei corridoi europei».
La crescita di Trieste è sostenuta soprattutto dall’andamento delle rinfuse liquide, che superano 20,76 milioni di tonnellate (+5%), confermando il ruolo strategico del porto quale principale punto di approvvigionamento energetico per l’Europa centro-orientale. Il comparto container registra oltre 367 mila Teu (-3,97%). Il dato risente della riorganizzazione dei servizi marittimi e delle reti dei carrier nell’Alto Adriatico. Prosegue invece il percorso di crescita del traffico Ro-Ro, con circa 164 mila unità movimentate (+5,37%), a conferma della solidità dei collegamenti con i principali mercati di riferimento. Un risultato che rafforza il ruolo del Porto di Trieste quale primo scalo italiano per lo “Short Sea Shipping” (trasporto marittimo a corto raggio). Le merci varie si attestano a 8,67 milioni di tonnellate (-2,3%), mentre le rinfuse solide raggiungono 57 mila tonnellate (+4,82% rispetto al primo semestre 2025).
Sul fronte ferroviario, nei primi sei mesi dell’anno sono stati movimentati 3.726 treni (-8,29%). «Questo dato risente principalmente delle limitazioni che hanno interessato alcuni dei principali corridoi ferroviari europei», aggiunge la nota del Sistema Portuale, «a partire dalla chiusura del tunnel dei Tauri e dai numerosi cantieri infrastrutturali lungo la rete internazionale, in particolare in Germania, che hanno comportato deviazioni di percorso, minore capacità disponibile e la riduzione dei servizi programmati». Per quanto riguarda le rotte, la Turchia si conferma primo partner per volumi di merci movimentate via mare dell’Italia. Da rilevare la crescita dei collegamenti con l’Ungheria (+10,7%) e il Lussemburgo (+15%), mentre tra le principali relazioni ferroviarie Colonia (+34%) supera Budapest e diventa la prima destinazione dello scalo nel semestre, davanti a Cremona (+18,4%) e Bettembourg (+15%).
Durante il primo semestre dell’anno il porto di Monfalcone ha movimentato 1, 74 milioni di tonnellate di merce (-24,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Il risultato è dovuto soprattutto alla contrazione delle rinfuse solide, pari a 1.253.525 tonnellate (-34,9%), determinata in larga misura dal calo dei prodotti metallurgici (-33,81%). Sul confronto incide anche il livello eccezionalmente elevato dei volumi registrati nel 2025. In controtendenza, le merci varie crescono del 23,23%, raggiungendo 488 mila tonnellate, trainate soprattutto dai cereali (+57,4%). I veicoli commerciali si attestano a 49.516 unità (-9,05%), un dato influenzato anche dallo slittamento al mese di luglio dell’arrivo di una nave inizialmente prevista a giugno. Sul fronte ferroviario, a Portorosega sono stati operati 1. 032 treni (-9,87%). Il calo riflette l’andamento di alcune merceologie e le criticità infrastrutturali della rete nazionale.
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