Terminal passeggeri a Venezia, la Regione dismette la partecipazione nella società Vtp
Veneto Sviluppo ha ceduto il 50 per cento a Venezia Investimenti, completato il percorso di dismissione avviato dalla finanziaria regionale

La Regione esce definitivamente dalla cabina di regia del terminal crociere di Venezia. Venezia Investimenti ha rilevato da Veneto Sviluppo il 50% di Apvs, la società che controlla il 53% di Venezia Terminal Passeggeri (Vtp), completando così il percorso di dismissione avviato dalla finanziaria regionale in attuazione delle indicazioni del socio unico Regione Veneto.
L’operazione, perfezionata il 4 giugno, chiude un capitolo aperto nel 2016, quando Veneto Sviluppo era intervenuta per mantenere un presidio territoriale nella governance del terminal veneziano. Da oggi il controllo passa integralmente nelle mani dei soci privati riuniti in Venezia Investimenti, che attraverso Apvs detengono la maggioranza assoluta di Vtp.
L’uscita della Regione arriva in un momento cruciale per il futuro della crocieristica veneziana. Non si tratta infatti soltanto di un passaggio azionario, ma del consolidamento di un nuovo modello industriale nato dopo il divieto di transito delle grandi navi in Bacino San Marco e Canale della Giudecca. Un modello che ha ridisegnato rotte, infrastrutture, investimenti e strategie commerciali dell’intero comparto.
Come previsto dagli accordi societari sottoscritti a partire dal 2016, Veneto Sviluppo ha ceduto la propria partecipazione a Venezia Investimenti al valore concordato tra le parti. Dopo il closing, Venezia Investimenti controlla il 99% di Apvs, mentre l’1% resta ad Apv Investimenti. Attraverso Apvs la cordata detiene, per l’appunto, il 53% di Vtp. Il restante capitale del terminal è suddiviso tra Gruppo Save con il 22,18%, Finpax con il 22,18% – società riconducibile in maggioranza alla stessa Venezia Investimenti – e la Camera di Commercio di Venezia Rovigo e Delta Lagunare con il 2,64%.
Ma il riassetto non sembra destinato a fermarsi qui. All’interno della stessa Venezia Investimenti è infatti in corso una ridefinizione degli equilibri tra i grandi operatori armatoriali internazionali. Secondo quanto emerge, Costa Crociere e Royal Caribbean avrebbero avviato un percorso per la cessione della propria quota del 25% ciascuna detenuta nella holding che controlla Vtp, partecipata in parti uguali anche da Global Ports Holding e Msc Cruises.
Una scelta che riflette anche cambiamenti nelle strategie di business delle singole compagnie con Royal Caribbean che da tempo ha puntato su Ravenna, Costa Crociere che avendo ridotto il numero di navi si concentra su altri itinerari e Msc Crociere che invece continua a puntare su Venezia. Una compagnia che vede la città lagunare sia come terminal per il turismo di lusso, potendo contare sul marchio di fascia alta Explora Journeys, e credendo soprattutto nel rilancio dello scalo veneziano come porto capace di accogliere navi di maggiori dimensioni in virtù di una flotta innovativa e sostenibile.
La nuova governance di Vtp sarà comunque, almeno per alcuni mesi, transitoria. L’assemblea dei soci riunitasi subito dopo il closing ha nominato un nuovo consiglio di amministrazione composto da Roberto Alberti, Joshua Carroll, Luigi Merlo e Stephen Xuereb in rappresentanza di Apvs e da Monica Scarpa per il gruppo Save. Il consiglio ha inoltre nominato Scarpa presidente pro tempore fino al completamento del riassetto definitivo della società e della governance, atteso entro la fine dell’estate.
L’assetto conferma anche il ruolo strategico di Save all’interno dell’ecosistema crocieristico veneziano. La sinergia tra aeroporto Marco Polo e terminal passeggeri è infatti uno degli elementi chiave del modello “homeport”, che vede Venezia non come semplice scalo di transito ma come porto di partenza e arrivo degli itinerari, con importanti ricadute economiche per il territorio.
La nuova fase societaria poggia inoltre su basi più solide grazie al rinnovo della concessione demaniale. Nel dicembre 2024 Vtp ha sottoscritto con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale un accordo che ha esteso la concessione fino al 31 maggio 2036. In cambio, la società si è impegnata a realizzare investimenti per 19,4 milioni di euro destinati allo sviluppo delle infrastrutture e delle tecnologie a servizio della crocieristica.
Si tratta di un passaggio fondamentale perché offre visibilità e stabilità agli investimenti in una fase di profonda trasformazione del settore. Parallelamente Vtp sta affrontando un processo di razionalizzazione delle aree demaniali, con il rilascio di parte degli immobili storici della Marittima e una progressiva concentrazione delle attività sugli spazi ritenuti strategici per il nuovo modello operativo.
«Abbiamo proceduto alla cessione della partecipazione in attuazione dell’indicazione della Regione del Veneto e trovando nei soci privati, che ringrazio, la piena disponibilità e interesse nel proseguire in quanto immaginato assieme dieci anni fa», ha dichiarato Fabrizio Spagna, presidente di Veneto Sviluppo e presidente uscente di Vtp.
«In questi anni, segnati da profondi cambiamenti per il settore crocieristico veneziano, Veneto Sviluppo ha sempre accompagnato con responsabilità e visione un importante percorso di transizione, contribuendo al rilancio e all’evoluzione di Vtp in un contesto complesso. Il lavoro svolto, insieme agli investimenti avviati, ha sempre avuto come riferimento la tutela della città, gli interessi del territorio e la valorizzazione di un comparto strategico per l’economia veneziana».
Il presidente di Venezia Investimenti, Alfonso Piccirillo, ha invece sottolineato: «Desideriamo ringraziare il presidente Fabrizio Spagna per il lavoro svolto in questi anni alla guida di Vtp e per il percorso che ha portato al rinnovo della concessione», ha affermato. «In questa nuova fase, assieme agli altri soci, intendiamo avviare un confronto con le istituzioni locali e con l’Autorità di Sistema Portuale, con l’obiettivo di contribuire alla definizione di un modello di sviluppo sostenibile ».
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