Confindustria, l’appello di Destro: «La Tav in tutto il Nordest è una priorità per l’Italia intera»
Il vicepresidente Leopoldo Destro scende in campo dopo l’allarme lanciato da Giordani e De Berti: «Basta ritardi, rispettare il cronoprogramma. Avanti anche con il potenziamento della Venezia-Trieste, porti e interporti»

Il completamento dell’alta velocità ferroviaria fino a Padova è «una priorità infrastrutturale non solo per il Veneto ma per l'intero sistema produttivo del Nordest e del Paese». Per Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria per Trasporti, logistica e industria del turismo, non ci sono più margini per ulteriori rinvii. Dopo l'allarme lanciato nei giorni scorsi dal sindaco di Padova, Sergio Giordani, e dalla consigliera regionale leghista, Elisa De Berti, arriva dal mondo industriale la richiesta perentoria affinché non ci siano altri ritardi. E il destinatario del messaggio è il ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini.
«Accogliamo con favore ogni iniziativa volta a ridurre i tempi di realizzazione dell’opera e lavoriamo al fianco delle istituzioni locali e del governo affinché venga fatto tutto il possibile perché il cronoprogramma venga rispettato e, dove possibile, anticipato», sottolinea Destro, «quest’opera deve essere ultimata urgentemente e senza indugi ulteriori».
Il tema, secondo il vicepresidente di Confindustria, va infatti ben oltre il semplice miglioramento dei collegamenti ferroviari tra le città venete. La posta in gioco riguarda la competitività di uno dei territori a più forte vocazione industriale ed esportatrice d’Europa.
La linea Alta Velocità/Alta Capacità Verona-Padova costituisce infatti uno degli assi strategici del Corridoio Mediterraneo europeo, l’infrastruttura destinata a collegare l’Italia con i principali mercati continentali. «Non si tratta semplicemente di collegare più velocemente le città venete», osserva Destro, «ma di garantire connessioni efficienti tra imprese, porti, interporti, aeroporti e mercati internazionali».
L'appello del vicepresidente di Confindustria si inserisce in un quadro più ampio di preoccupazione sullo stato di avanzamento delle grandi opere infrastrutturali italiane. A destare preoccupazione sono in particolare i dati dell'Osservatorio territoriale infrastrutture, che evidenziano come nel 2025 soltanto il 43% delle opere monitorate risulti in linea con i tempi previsti, mentre aumenta la quota di quelle che registrano rallentamenti o ritardi significativi.
Numeri che, secondo Leopoldo Destro, impongono di mantenere alta l'attenzione soprattutto sulle infrastrutture strategiche per la competitività del Paese. In questo contesto, il completamento dell’alta velocità Brescia-Verona e del primo lotto della Verona-Padova entro il 2026 viene indicato come un passaggio decisivo per migliorare l'accessibilità del Nord Italia e rafforzarne la capacità competitiva.
«Oggi più che mai, le scelte infrastrutturali incidono direttamente sulla capacità delle imprese di esportare, attrarre investimenti e creare occupazione», afferma il vicepresidente di Confindustria, «la politica infrastrutturale deve essere strettamente connessa alla politica industriale e sostenuta da una programmazione credibile, accompagnata da risorse certe e adeguate, a maggior ragione oggi che i fondi del Pnrr sono terminati».
La visione di Confindustria, infatti, non riguarda esclusivamente il completamento della Verona-Padova. L'Alta Velocità in Veneto viene letta come parte di un sistema logistico integrato che comprende il potenziamento della Venezia-Trieste, lo sviluppo dei porti di Venezia e Trieste, il rafforzamento degli interporti di Padova e Verona e l'adeguamento della rete ferroviaria alle nuove esigenze europee del trasporto merci.
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