Subentro, personale e ricorsi: i costi dell’A4 per la holding veneta

L’affidamento in house comporterà l’indennizzo al concessionario e 457 lavoratori da integrare. Per l’Europa la deroga alla concorrenza dovrà essere motivata in modo stringente

Giorgio Barbieri

Un valore di subentro che secondo alcuni osservatori potrebbe raggiungere il miliardo di euro; oltre 450 dipendenti di cui circa un centinaio afferenti a tre società partecipate; una spesa per investimenti che nel 2024, stando all’ultimo bilancio disponibile, ha superato i 150 milioni di euro.

Per non parlare della probabile guerra legale che si aprirebbe se non fossero ben provate le motivazioni economiche per cui l’affidamento diretto è preferito rispetto a una gara europea.

Sono solamente alcuni dei numeri con cui dovrà fare i conti l’ambizioso disegno di Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto, finalizzato a mettere le mani sulla ricca autostrada Brescia-Padova attraverso la holding che, ha assicurato il governatore, diverrà operativa entro la fine dell’anno.

La concessione infatti scadrà il prossimo 31 dicembre e oggi, stando ai segnali che arrivano da Roma, tutto sta facendo pensare che il ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini sia intenzionato a tirare dritto sposando il progetto di Stefani.

I risultati dell’A4 mostrano chiaramente perché quel tratto di autostrada è in cima ai sogni di diversi player italiani ed europei.

L’ultimo bilancio disponibile della concessionaria “Autostrada Brescia, Verona, Vicenza, Padova”, chiuso il 31 dicembre 2024, ha infatti evidenziato ricavi per 512 milioni (di cui oltre 427 milioni da pedaggio) e un risultato al lordo degli accantonamenti, degli interessi e delle tasse pari a 231 milioni.

Il gruppo ha effettuato interventi per 153 milioni per manutenzione e sviluppo sostenibile della rete: 83 milioni in manutenzione, tecnologia e sicurezza e ulteriori 70 milioni circa in investimenti in nuove opere e manutenzione straordinaria.

«La holding», ha spiegato Stefani, «è un progetto che nasce da un emendamento di qualche anno fa, frutto di un lavoro condiviso, e che oggi può permetterci di essere protagonisti nel settore infrastrutturale. L’obiettivo è avere uno strumento che consenta al Veneto di giocare un ruolo diretto e responsabile nella gestione delle proprie arterie strategiche come sono ovviamente le autostrade».

Un’iniziativa che, come detto, non sarà però a costo zero. In primis dovrà essere valutato il valore di subentro che dovrà essere saldato all’attuale concessionario. Secondo alcuni osservatori, tra cui l’europarlamentare Flavio Tosi che di questo tratto di strada è stato anche presidente, la cifra si aggirerà attorno al miliardo di euro.

Il nuovo concessionario dovrà poi accollarsi i 457 dipendenti di A4 Holding, di cui circa un centinaio afferenti alle tre società partecipate “A4 Mobility” (per la gestione delle tecnologie, dell’innovazione e del sistema Its), “A4 Trading” (che si occupa di servizi al viaggiatore) e “Global Car” (per i servizi di mobilità alle aziende) e gli altri in capo alla società “A4 Autostrada” che si occupa della gestione della rete autostradale e dei flussi di traffico.

Un altro fronte che dovrà essere messo in conto è quello che riguarda i probabili scontri legali che si apriranno nel caso in cui il ministero decida effettivamente di non mettere a gara la concessione.

Affidare un’autostrada senza gara è infatti possibile, ma solo a condizioni rigorose. Il diritto europeo, interpretato dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, consente l’affidamento in house stabilendo però che, trattandosi di una deroga alla concorrenza, la scelta vada motivata in modo stringente. In Italia, inoltre, il Codice dei contratti impone di dimostrare anche la convenienza economica rispetto alla gara.

Tutto questo mentre i più grandi operatori del settore si stanno organizzando per partecipare alla gara, che sarà a questo punto aperta proprio per volere dell’Europa, per la concessione dell’A22 del Brennero. L’altra gallina dalle uova d’oro del ricco sistema autostradale del Nord Est.

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