Tutti i lavori che bloccano i trasporti: la mappa dei disagi tra Austria, Germania e Slovenia

La chiusura programmata della Udine-Tarvisio minaccia l'80% dei flussi merci del porto giuliano diretti in Mitteleuropa. Tra lo stop al tunnel dei Tauri in Austria, i blocchi di Deutsche Bahn in Germania e le strozzature slovene, il trasporto su ferro rischia il collasso in controtendenza con le linee guida Ue

Diego D'Amelio
L'autostrada al passo del Brennero tra Austria e Italia
L'autostrada al passo del Brennero tra Austria e Italia

Il rifacimento della linea ferroviaria Udine-Tarvisio graverà sul porto di Trieste e sul sistema economico regionale, sommandosi alle difficoltà delle supply chain, al rischio recessione incombente, al rallentamento della Germania e ad altri lavori che in Europa centrale impattano sul sistema ferroviario continentale e sulla logistica del Friuli Venezia Giulia. Tra Slovenia, Germania e Austria sono in corso decine di cantieri che fino almeno al 20230 promettono di rallentare i flussi di traffico da e per l’Alto Adriatico. E in particolare per il porto di Trieste, i cui traffici su treno raggiungono la Mitteleuropa passando per Tarvisio nell’80% dei casi.

Trieste ha tre assi ferroviari di uscita: verso l’Austria via Tarvisio, verso la Slovenia via Villa Opicina e verso il Nordest via Venezia. L’Austria è terra di passaggio obbligato per raggiungere Germania, Repubblica ceca e Slovacchia.

Tra febbraio e luglio dell’anno prossimo chiuderà però il tunnel dei Tauri, ovvero la più importante connessione ferroviaria del paese assieme all’asse del Brennero. I lavori sugli 81 chilometri di ferrovia in direzione Salisburgo vanno avanti dal 2024 e creano grattacapi agli operatori triestini del porto. In Austria si sorride però per la fine dei lavori della Koralmbahn tra Klagenfurt e Graz, che abbrevia la percorrenza di quasi due ore grazie alla lunga galleria scavata nelle montagne. Il quadro sarà completato dal tunnel del Semmering, che entrerà in funzione entro il 2030. Con quest’ultimo tassello l’intera linea meridionale sarà modernizzata, migliorando notevolmente i collegamenti verso Vienna e quindi verso l’Est Europa.

Si lavora intanto anche sul miglioramento delle tratte tedesche al confine con l’Austria. Deutsche Bahn ha programmato chiusure complete fino a cinque mesi per 40 diverse linee ferroviarie. Qui la dimensione del problema è europea e le previsioni sono quelle di un aumento del traffico su gomma, in controtendenza con gli obiettivi di transizione energetica dell’Ue. A Trieste sono attenzionate in particolare le chiusure per fasi delle linee Passau-Ratisbona-Norimberga e Salisbugo-Rosenheim, che collegano la fronteria austriaca con la Germania meridionale: gli stop avverranno in più fasi tra 2026 e 2027. Le Ferrovie austriache stimano che solo l’80% del traffico attuale (140 treni al giorno) sarà garantito dalle deviazioni, che in alcuni casi passeranno su linee non elettrificate, dunque più lente e con locomotori inquinanti a trazione diesel. Il 2028 sarà invece la volta della Rosenheim-Monaco, con fermi nel primo semestre.

L’ultimo scorcio del decennio sarà complesso anche in Slovenia, dove si sta lavorando contemporaneamente alle connessioni verso Austria, Ungheria e Croazia, oltre al cantiere del nodo di Lubiana. La buona notizia (ma in questo caso solo per la Slovenia) è il quasi avvenuto raddoppio del binario che connette il porto di Capodistria alla rete, ma alle spalle dello scalo i cantieri creeranno strozzature fino almeno al 2030. E proprio qui stanno le difficoltà per la Slovenia a riconoscere tracce aggiuntive per i treni che dal Friuli Venezia Giulia cercheranno alternative a Tarvisio, ma va rilevata anche una tradizionale freddezza di Lubiana nella cooperazione ferroviaria con l’Italia.

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