Porti e interporti coordinano gli sforzi: «Possibile salire a 25 mila treni l’anno»
Nell’incontro del club Propeller di Monfalcone i vertici delle infrastrutture regionali si dicono pronti a un salto di qualità. Consalvo: «A Trieste nodi da risolvere, qui vanno sistemati varchi e piazzali»

Gli interporti del Fvg messi a sistema con i porti della Regione, Trieste, Monfalcone e Porto Nogaro, per valorizzare le singole vocazioni senza farsi concorrenza e per governare una crescita importante con i traffici che stanno decollando.
È una richiesta forte quella emersa ieri a Monfalcone dove si è delineata in maniera plastica, forse per la prima volta, la “piattaforma logistica” del Fvg fatta di porti e interporti. Un appuntamento denso di contenuti quello organizzato dal Propeller di Monfalcone guidato dal presidente Carlo Butti che ha richiamato una folta platea di operatori che la sala stentava a contenere.
E a dare le linee guida sono stati da una parte l’assessore regionale alle infrastrutture, Cristina Amirante, che ha confermato la positività della cabina di regia con soggetti pubblici e privati e tutti i protagonisti della logistica: «Una scelta strategica» per fare la pianificazione della crescita, affiancata a quella degli investimenti infrastrutturali.
Dall’altra il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico Orientale, Marco Consalvo, insediato da soli due mesi, alle prese con le sfide infrastrutturali del porto di Trieste ma anche con quelle dello scalo di Monfalcone, che sta crescendo a ritmo di due cifre.
«Il 2026 sarà un anno di ulteriore crescita – ha confermato Consalvo - ma ci sono dei nodi operativi da risolvere. Trieste ha una complessità maggiore, ha di fronte le sfide dell’area di Servola e del Molo VIII. Monfalcone ha una geometria più semplice, ma deve affrontare la sistemazione dei piazzali, l’apertura di nuovi varchi, organizzare l’operatività dei rimorchiatori e sviluppare la ferrovia». Un punto rilevante è quello ferroviario: Consalvo ha spiegato che Trieste e Monfalcone sono un riferimento a livello italiano (11 mila treni operati, più di 3 mila solo a Monfalcone) e che «il sistema Trieste-Monfalcone può arrivare a 25 mila treni».
Ma poi la parola è andata ai quattro interporti del Fvg che stanno registrando tutti numeri in crescita. Da quello di Trieste Fernetti, strettamente connesso con il porto, ( il presidente Paolo Privileggio che ha raccontato che si sta puntando all’integrazione tra logistica e sviluppo industriale) e dove si sono affacciate, ultimamente, realtà internazionali granie a una joint venture del Gruppo Danieli e una società leader giapponese. Poco distante da Trieste, una cinquantina di km, la Sdag con l’interporto di Gorizia che - ha spiegato il presidente Giuliano Grendene - oltre a gestire il grande traffico su gomma che insiste sulla direttrice slovena (grazie a 500 stalli sicuri per i Tir) sta offrendo nuovi servizi nel settore dei traffici alimentari (fresco e congelato) e sta sviluppando anche la logistica ferroviaria grazie ad Adriafer che lavora sul porto di Trieste.
Novità sono arrivate anche dall’interporto di Cervignano (460 mila mq, 24 mila di magazzini, binario da 750 metri) dalla presidente Erica Furlani che ha annunciato l’acquisizione (grazie alla Regione) di una nuova area (225 mila metri quadrati) che era dell’ex Rfi per lo sviluppo dei traffici che stanno crescendo e hanno imposto di allungare l’operatività il sabato e la domenica. «Dobbiamo fare sistema tra interporti - ha detto- creare sinergie positive e non farci concorrenza a vicenda».
Perché è questo il rischio del sistema logistico del Fvg che sta assistendo a una crescita imponente dei traffici. Lo ha ricordato il presidente dell’Interporto di Pordenone, Sergio Bolzonello: «Ora come terminal intermodale puntiamo ad aprirci all’esterno per i traffici, la nuova gestione è affidata a Inrail e abbiamo un nuovo progetto industriale». Nascerà a breve un nuovo soggetto misto pubblico-privato e Bolzonello ha lanciato una proposta di lavoro e di sviluppo particolare, in coordinamento anche con lo scalo di Trieste.
Riproduzione riservata © il Nord Est








