Marco Polo, con i nuovi terminal punta ai 20 milioni di passeggeri
Aeroporto in espansione: terminata entro l’estate l’area a Nord e nuova gara da 85,9 milioni per l’area extra Schengen. Importante banco di prova con le Olimpiadi di Milano-Cortina

Il 2026 sarà un anno spartiacque per l’aeroporto Marco Polo di Venezia.
Da un lato l’impegno operativo straordinario legato alle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina, dall’altro l’avanzamento di un vasto piano di ampliamento infrastrutturale che guarda ben oltre l’evento, fino al 2037.
Cantieri in corso, nuove gare appena avviate e progetti già in fase di progettazione compongono un mosaico che ridisegnerà in profondità il principale scalo del Nord Est.
«Il 2026 per noi è un anno particolarmente sfidante, perché coincide con i Giochi olimpici, ma anche con la realizzazione degli interventi infrastrutturali già programmati e con l’avvio della progettazione di quelli futuri», spiega Corrado Fischer, Chief operating officer e Accountable manager del gruppo Save. Interventi che non nascono per rispondere a un picco temporaneo di traffico, ma che sono funzionali al master plan dello scalo, che al 2037 prevede circa 20 milioni di passeggeri annui.
«Sono interventi necessari a supportare il traffico futuro e le superfici vanno adeguate per tempo», sottolinea Fischer.
Il primo tassello è rappresentato quindi dal lotto 2A, sul lato Nord dell’aerostazione, aggiudicato nel 2023 con una gara da 64 milioni di euro. I lavori sono in fase di completamento e si chiuderanno entro l’estate. L’intervento porterà alla realizzazione di un nuovo edificio di 14.300 metri quadrati, facendo superare ai terminal la soglia dei 100 mila metri quadrati complessivi.
L’edificio, collegato all’aerostazione principale tramite un passaggio sospeso, ospita nuovi gate, aree di imbarco e spazi commerciali, ed è realizzato con materiali e soluzioni architettoniche che richiamano la tradizione veneziana, con un fronte verso la laguna ispirato alle tese dell’Arsenale.
Parallelamente Save ha avviato l’iter per il lotto 2B, sul fronte sud, dedicato ai voli extra Schengen.
Il bando di gara, dal valore di 85,9 milioni di euro, prevede l’ampliamento del terminal intercontinentale di circa 12 mila metri quadrati attraverso la costruzione di un nuovo corpo di fabbrica integrato con quello esistente.
«Per questo intervento abbiamo avviato una manifestazione di interesse, perché si tratta di gare complesse: ci consentirà di procedere poi con una gara a inviti», spiega Fischer.
L’obiettivo è avviare i lavori entro l’anno e rendere l’opera disponibile nel giro di un paio d’anni, garantendo nel frattempo la continuità operativa del terminal grazie a una suddivisione del cantiere in tre fasi.
L’ampliamento dell’area extra Schengen è strettamente legato allo sviluppo delle rotte intercontinentali, oggi concentrate soprattutto su Nord America, Cina e Medio Oriente.
«Stiamo lavorando molto su questo segmento: servono più spazi per i controlli passaporti, una gestione dei bagagli più efficiente e gate adeguati per aeromobili di grandi dimensioni, come 787 e 777», osserva Fischer. L’obiettivo è aumentare capacità e qualità del servizio, migliorando la customer experience sui flussi a lungo raggio.
Nel frattempo il 2026 porterà con sé anche la prova generale dei Giochi. Save lavora da anni a un piano dedicato alla gestione dei flussi olimpici e paralimpici, con un’attenzione particolare alle esigenze degli atleti e delle delegazioni.
«Abbiamo un team dedicato alla gestione logistica e operativa, soprattutto per la parte paralimpica, che è la più complessa per via delle attrezzature e dei bagagli fuori misura», racconta Fischer. All’interno dell’aeroporto sarà predisposta un’area completamente riservata ai Giochi, con una control room operativa e procedure dedicate.
Guardando oltre, un ulteriore fattore di crescita sarà il collegamento ferroviario diretto con l’aeroporto.
«Saremo l’unico scalo italiano con una stazione passante e non di testa: questo garantisce una grande flessibilità sia per l’alta velocità sia per i treni regionali», conclude Fischer.
Un’infrastruttura che rafforzerà ulteriormente il ruolo del Marco Polo come hub di riferimento per il Veneto e per le regioni limitrofe.
Da qui al 2037 il piano di sviluppo complessivo prevede un ampliamento di 116.300 metri quadrati, una nuova area commerciale di 9.200 metri quadri e 45 nuovi gate.
Numeri che raccontano come il 2026 non sia un traguardo, ma una tappa decisiva per la crescita dello scalo veneziano. —
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