
Interporto Trieste, record e industria: il modello FreeEste traina la crescita
Quarto anno consecutivo di successi per lo scalo giuliano: il terminal di Bagnoli diventa il cuore della produzione con Bat e la nuova fabbrica Danieli-Shinagawa. Rafforzato il ruolo di Cervignano come retroporto strategico per i corridoi europei
Nato su un confine che non esiste più, quello con la Jugoslavia e la cortina di ferro, l’Interporto di Trieste ora non è solo l’autoporto di Fernetti, ma anche logistica e supporto alla produzione industriale nel terminal FreeEste di Bagnoli della Rosandra, che può sfruttare i vantaggi del regime di punto franco internazionale. Grazie alle scelte strategiche di differenziazione del business il 2025 è stato per Interporto Trieste il quarto anno consecutivo di crescita a doppia cifra per marginalità e ricavi, sottolinea il presidente e ad Paolo Privileggio.
Risultati positivi e flussi logistici in aumento anche per l’Interporto di Cervignano di cui Interporto Trieste detiene la maggioranza assoluta. Dello snodo logistico di Cervignano (460 mila mq, 24 mila di magazzini, binario di 750 metri, una nuova area di 250 mila mq in acquisizione da parte della Regione) Interporto Trieste punta a potenziare la funzione di retroporto del porto di Trieste, in crescente ricerca di spazi per i suoi piani di sviluppo. «Trieste e Cervignano sono punti nevraligici dei corridoi europei Ten-T ed hanno una valenza strategica per lo sviluppo dell’intera regione e come porta d’accesso al mercato europeo», sottolinea Privileggio.
Da Fernetti transitano circa 150 mila mezzi pesanti all’anno, un numero stabilizzatosi dopo la forte contrazione prodotta dalla guerra in Ucraina che dura da quattro anni, spiega Privileggio. Nella sua sede storica Interporto ospita 47 aziende che impiegano circa 250 addetti, tra spedizionieri, trasportatori, operatori commerciali, personale di Dogane e Guardia di Finanza. Il 75% dei volumi logistici sono però legati a FreeEste, un dato in costante crescita grazie anche all’insediamento industriale della British American Tobacco, che oggi conta oltre 400 addetti. Nella contigua area di Bagnoli della Rosandra continua a operare Wärtsilä Italia, con 600 impiegati, e si è di recente insediata Innoway, joint venture tra Msc e l'austriaca Innofreight, all’avanguardia nella produzione di carri ferroviari (l’obiettivo dichiarato per il 2026 è di produrne 600 nel nuovo sito).
Dopo la firma dell’accordo il 17 dicembre, è iniziata la realizzazione del sito industriale per la joint venture Danieli-Shinigawa che produrrà polveri di colata di ultima generazione, permettendo alla società di Buttrio di compiere un altro passo importante verso il completamento della filiera di produzione di acciaio.
Il progetto Danieli-Shinagawa, che comporta un investimento di circa 30 milioni di euro, ha portata più contenuta, ma impiegherà entro la fine dell’anno più di 40 persone. «La struttura sarà operativa entro l’ultimo trimestre del 2026», conferma Privileggio, che sarà uno dei relatori del Forum organizzato dal nostro giornale mercoledì al Trieste Airport sul rilancio delle infrastrutture che servono al Nordest.
In atto, spiega Privileggio, ci sono già contatti con altre realtà interessate a insediarsi nel terminal FreeEste, anche per sfruttare i vantaggi del punto franco. «Interporto di Trieste sta assumendo sempre più un ruolo di centro logistico-industriale», sottolinea Privileggio, esprimendo soddisfazione per i risultati del 2025, «frutto di un modello di business che integra servizi logistici avanzati e produzione industriale». Il presidente di Interporto aggiunge: «Il 2026 è partito bene, ma dopo il primo trimestre oggi vediamo qualche segnale di rallentamento dovuto alle incertezze legate all’attuale situazione geopolitica internazionale».
Nessun particolare effetto negativo per l’Interporto di Trieste viene previsto invece dalla programmata nuova chiusura del raccordo H4 in Slovenia nella seconda metà dell’anno. Nel 2025 la chiusura della superstrada che si diparte dall’autostrada per Lubiana, dirigendosi verso Gorizia, ha scaricato migliaia di transiti in più sul valico di Fernetti, dove grazie agli interventi messi in atto dalla Regione Fvg non sono state rilevate particolari criticità.
Le connessioni ferroviarie restano fondamentali nel progetto di sviluppo di Interporto Trieste. Dopo l’apertura a metà del 2023 del raccordo che serve l’area di Bagnoli della Rosandra collegandola allo scalo merci di Aquilinia, il Coselag, il Consorzio di sviluppo economico dell’area giuliana, sta lavorando alla nuova piattaforma logistico-ferroviaria a supporto di Innoway e dell’intero terminal FreeEste. Il Coselag a fine 2025 ha indicato un orizzonte temporale di «un anno e mezzo» per vedere realizzata l’opera, in linea con i piani di Msc-Innoway che punta ad andare a regime nel 2027.
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