Eni, l’utile netto rettificato sale a 4,98 miliardi nel 2025

L’Ad Claudio Descalzi: «Abbiamo dimostrato di saper combinare crescita delle produzioni, riduzione degli investimenti, riduzione del debito ed aumento della remunerazione»

La redazione
La bioraffineria dell'Eni vista dalla laguna di Venezia
La bioraffineria dell'Eni vista dalla laguna di Venezia

Eni ha chiuso il 2025 con l'utile netto rettificato a 4,98 miliardi di euro in calo del 5% sull'esercizio precedente mentre l'utile operativo proforma adjusted è stato di 12,22 miliardi in flessione del 15% rispetto al 2024.

Lo rende noto il gruppo energetico indicando per il quarto trimestre del 2025 l'utile netto adjusted a 1,19 miliardi in crescita del 35% rispetto allo stesso periodo del 2024, e l'utile operativo proforma adjusted dell'ultimo trimestre 2025 a 2,86 miliardi in progressione del 6% rispetto a 2,69 dell'anno precedente.

Gli investimenti organici sono a 8,52 miliardi nell'esercizio 2025 rispetto a 8,80 dell'anno prima.

Nel 2025 Eni ha avviato sei progetti principali in E&P (esplorazione e produzione) in Angola, Indonesia, Norvegia e Congo, ricorda il gruppo nella nota.

La produzione annua di 1,73 milioni di barili al giorno è superiore alle aspettative: crescita produttiva di oltre il 7% nel periodo 2022-2025, raggiungendo 1,84 milioni di boe/giorno nel IV trimestre; tasso di rimpiazzo organico delle riserve al 167%, al top dell'industria. Le attività esplorative hanno incrementato la base Eni di risorse con 0,9 miliardi di barili di nuove scoperte. Eni ricorda anche l'accordo con Petronas per il lancio della joint venture in Indonesia e Malesia; avvio previsto dalla metà del 2026 in linea con i piani; significativi progressi verso la decisione finale d'investimento del progetto Argentina Lng, con Ypf e Xrg.

Espansione di GGP (gas e gas naturale liquefatto) nel mercato Gnl con nuovi contratti di vendita di lungo termine in Turchia e Thailandia.

E ancora significativi progressi nelle attività della transizione: Plenitude cresce con le rinnovabili di Neoen in Francia e con nuovi clienti dall'acquisizione in corso di Acea Energia; in esecuzione un solido portafoglio di progetti nei biocarburanti per triplicare la capacità al 2030; investimento del 20% da parte del fondo Ares in Plenitude con un incasso di 2 miliardi di euro; costituita una joint venture con Gip per le attività di CCS cattura e stoccaggio della Co2.

La capacità installata da fonti rinnovabili a fine periodo cresce a 5,8 gigawatt rispetto a 4,1 del 2024 (+41%).

«Nel 2025 abbiamo ottenuto risultati strutturalmente solidi in termini industriali ed economico-finanziari, grazie all'esecuzione della nostra strategia, costruita nell'arco degli ultimi anni», ha detto l'Ad di Eni, Claudio Descalzi, «il flusso di cassa operativo del 2025 ha raggiunto 12,5 miliardi, battendo la previsione di piano rivista per tenere conto del peggioramento dello scenario, e il rapporto di indebitamento su base proforma si è attestato al 14%. Allo stesso tempo, abbiamo incrementato la distribuzione degli azionisti, aumentando del 20% il valore del nostro programma di buyback. Nonostante un contesto volatile, nel 2025 Eni ha dimostrato di saper combinare crescita delle produzioni, riduzione degli investimenti, riduzione del debito ed aumento della remunerazione».

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