Cav, l’utile sale a 30 milioni. Ricavi da pedaggio in salita

La società controllata al 50% dalla Regione e Autostrade dello Stato ha ridotto ulteriormente il suo indebitamento portandolo a circa 328 milioni. Distribuiti 16,5 milioni delle riserve: 9,7 milioni vanno per la Pedemontana

Roberta Paolini

Cav chiude il 2025 con un utile di 30,4 milioni di euro, riduce di oltre 45 milioni il debito e porta i ricavi da pedaggio sopra quota 154 milioni.

I conti della concessionaria pubblica continuano dunque a crescere, sostenuti dall’aumento del traffico e dal progressivo rimborso del Project Bond. A restringersi è invece la cassa effettivamente disponibile: le risorse liquide libere scendono da 65,3 a 29,6 milioni, più che dimezzate nell’arco di dodici mesi.

Concessioni Autostradali Venete, partecipata al 50% dalla Regione e al 50% da Autostrade dello Stato, archivia l’esercizio con un risultato netto in crescita del 3,8% rispetto ai 29,328 milioni del 2024. L’intero utile sarà accantonato a riserva straordinaria e non distribuito ai soci.

Il valore della produzione raggiunge 179,622 milioni. I proventi da pedaggio, al netto dell’integrazione del canone di concessione, ammontano a 154,225 milioni e aumentano di poco più di 2 milioni, l’1,34%.

La crescita è stata ottenuta a tariffe invariate ed è quindi riconducibile all’aumento del traffico. Sulla rete chiusa i veicoli effettivi hanno raggiunto i 53,8 milioni, con una media giornaliera di oltre 147 mila passaggi, mentre alle barriere della rete aperta sono stati registrati circa 32 milioni di transiti.

Ai ricavi da pedaggio si aggiungono 15,263 milioni relativi all’integrazione del canone di concessione e 7,4 milioni di altri proventi autostradali. Il risultato operativo lordo sale a 96,8 milioni, in progresso dell’1,8%, mentre la differenza tra valore e costi della produzione raggiunge 49,3 milioni. Il risultato prima delle imposte è pari a 42,9 milioni. I costi della produzione diminuiscono dell’1,1%, a 130,3 milioni, mentre quelli per servizi si riducono del 4% a 39,3 milioni. Il dato, tuttavia, beneficia dell’assenza dei 5,9 milioni sostenuti nel 2024 per il progetto Hyper Transfer. Depurata da questa componente non ricorrente, la dinamica dei costi ordinari appare meno favorevole.

Le spese per le manutenzioni aumentano infatti del 22,1% e raggiungono 23,2 milioni. I servizi operativi e di funzionamento salgono del 7,1% a 11,3 milioni e quelli amministrativi del 20,8% a 3,9 milioni. Il costo del personale cresce del 3,65%, a 20,7 milioni.

Sul risultato pesa ancora la struttura finanziaria costruita attorno al Project Bond. Gli oneri finanziari scendono del 12,9%, da circa 9,2 a 8 milioni, grazie al progressivo rimborso del prestito obbligazionario. Il saldo tra proventi e oneri finanziari peggiora però da meno 5,4 a meno 6,4 milioni, perché nel frattempo si sono ridotti anche gli interessi attivi maturati sulla liquidità depositata.

È sul fronte patrimoniale che emerge il cambiamento più consistente. I debiti complessivi scendono di 45,2 milioni, da 373,9 a 328,7 milioni. La riduzione è dovuta principalmente al prestito obbligazionario, passato da 333,2 a 281,2 milioni: quasi 52 milioni rimborsati in un anno. Di quanto resta, 51,6 milioni dovranno essere ripagati entro dodici mesi e 229,6 milioni oltre l’anno.

La liquidità complessiva indicata dalla società ammonta a 185,5 milioni, ma la gran parte non è immediatamente utilizzabile. Oltre 155,9 milioni sono costituiti da depositi vincolati dagli accordi del Project Bond: 114 milioni sono accantonati per gli investimenti, 11,9 milioni per le manutenzioni e 29,9 milioni per il servizio del debito. Le disponibilità liquide libere si fermano così a 29,6 milioni, contro i 65,3 milioni di fine 2024. Il confronto delle riserve e della liquidità va infine letto tenendo conto di un’operazione già avvenuta durante l’esercizio.

Nell’ottobre 2025 CAV ha deliberato la distribuzione alla sola Regione Veneto di 16,482 milioni di riserve formate negli anni precedenti. L’operazione, autorizzata nel rispetto dei vincoli del Project Bond, è stata successivamente recepita dalla Dgr n. 1356 del 4 novembre 2025. Si è trattato di un trasferimento di risorse già accumulate e non dell’utile prodotto nel 2025, per 9,5 milioni a pedemontana Veneta e per 7 milioni a Veneto strade.

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