Brennero, Meloni all’abbattimento del diaframma del cunicolo esplorativo: «Giornata storica»
I lavori, iniziati nel 2007, dovrebbero terminare nel 2032. La galleria avrà una lunghezza di 58 chilometri: sarà la più lunga al mondo

È un’immagine che entrerà nella storia delle grandi infrastrutture europee: il diaframma del cunicolo esplorativo della Galleria di Base del Brennero è stato abbattuto, creando il primo collegamento sotterraneo tra Italia e Austria. Un evento dal forte valore simbolico, che segna non solo l’avanzamento decisivo di un cantiere iniziato nel lontano 2007, ma anche la nascita di un’opera destinata a cambiare radicalmente la mobilità, l’economia e l’ambiente dell’intero continente.
Alla cerimonia, ospitata al Plessi Museum, al confine tra i due Paesi, erano presenti la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il cancelliere austriaco Christian Stocker, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e il suo omologo di Vienna. Un momento celebrato come un traguardo collettivo che travalica i confini nazionali e rafforza la cooperazione europea.

«È una giornata storica. Oggi compiamo insieme un passo decisivo per la realizzazione di una delle infrastrutture più grandi d’Europa», ha detto Meloni subito dopo l’abbattimento del diaframma visto dal collegamento video con il cantiere sotto la montagna .
«La Galleria di Base del Brennero diventerà il collegamento ferroviario sotterraneo più lungo al mondo, un’opera monumentale che rivoluzionerà il trasporto tra Italia e Austria e produrrà benefici anche per l’ambiente e per la competitività del nostro tessuto produttivo», ha aggiunto la premier.
Quando sarà completata, nel 2032, la Galleria di Base misurerà 58 chilometri, che diventano 64 considerando il raccordo con la circonvallazione di Innsbruck. Un’opera che, insieme al corridoio scandinavo-mediterraneo, collegherà il Mare del Nord al Mediterraneo attraversando il cuore dell’Europa.
La forza dei numeri
I numeri impressionano, ma non sono solo record da manuale: i tempi di percorrenza tra Fortezza e Innsbruck scenderanno dagli attuali 80 a 25 minuti per i passeggeri, e da quasi due ore a poco più di mezz’ora per i convogli merci. La riduzione della quota di attraversamento – dai 1.370 metri del valico ferroviario tradizionale ai 794 della nuova galleria – renderà il transito più rapido, sicuro ed efficiente. Il cunicolo esplorativo, lungo 57,5 chilometri, non sarà utilizzato per i treni ma ha avuto un ruolo cruciale: fornire dati geologici per lo scavo, ospitare trasporti interni e diventare via di sicurezza. È stato lui ad aprire il primo varco sotterraneo tra Italia e Austria, trasformandosi così nel simbolo dell’avanzamento del progetto.
Valenza geopolitica
La presidente del Consiglio ha sottolineato la valenza geopolitica dell’infrastruttura: «Questa galleria è uno snodo centrale del corridoio scandinavo-mediterraneo e dimostra cosa possiamo fare quando crediamo nelle nostre capacità. Italia e Austria sono partner di primo piano e con quest’opera rafforziamo ancora di più il nostro ruolo in Europa».
Meloni ha anche ricordato come il Brennero si inserisca in un mosaico più ampio di grandi opere continentali: «Al Sud il Ponte sullo Stretto di Messina, al Nord il Fehmarn Belt tra Germania e Danimarca. Sono progetti che ci ricordano che cosa siamo capaci di fare quando uniamo forze e competenze».
La cura del ferro
Non meno marcato l’intervento del vicepremier Matteo Salvini, alla guida del ministero delle Infrastrutture, che ha legato il Brennero a una visione infrastrutturale di lungo periodo: «Il vero green deal è la cura del ferro. Non tasse e divieti, ma collegamenti che riducono traffico e inquinamento. Oggi è una giornata storica non solo ingegneristica ed economica, ma di pace». Guardando al futuro, Salvini ha rilanciato: «Il 2032 sarà l’anno della rivoluzione positiva. Entreranno in funzione il Brennero, il Torino-Lione e il Ponte sullo Stretto di Messina. Sarà l’Italia del sì, insieme all’Europa del sì, che dimostra di voler costruire e non fermarsi ai no».
Chi paga l’opera
Il costo complessivo dell’opera è stimato in 10,5 miliardi di euro, coperti per metà dall’Unione europea e per il resto da Italia e Austria. Una scelta che conferma la centralità strategica del Brennero nel cuore dell’Europa. Ma al di là delle cifre, il progetto rappresenta una sfida tecnica e politica: scavare sotto le Alpi significa affrontare complessità geologiche uniche, con oltre due decenni di lavori e centinaia di imprese coinvolte. L’abbattimento del diaframma non segna solo il proseguimento di un cantiere: è diventato il simbolo di una cooperazione capace di unire Paesi, territori e istituzioni attorno la stessa visione. La Galleria di Base non è quindi solo un’infrastruttura da record, ma, è stato da molti sottolineato, la dimostrazione concreta di come l’Europa, quando sceglie di investire insieme, sappia ancora costruire ponti - e gallerie - capaci di aprire nuove prospettive di crescita.
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