Autostrade Alto Adriatico: ok dal Mit al piano finanziario da 1,895 miliardi

Gran parte degli investimenti dei prossimi anni saranno destinati al completamento della terza corsia, a partire dai 25 chilometri tra San Donà e Portogruaro. Anche i 12 km tra Palmanova e Villesse rientrano per la prima volta a pieno titolo nella mappa dell’allargamento autostradale. Nel 2025 sono stati 54 milioni i transiti di veicoli sulla rete, 2 milioni in più rispetto all’anno precedente

Marco Ballico
La demolizione di un vecchio viadotto sul tratto veneto dell'A4
La demolizione di un vecchio viadotto sul tratto veneto dell'A4

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha dato il via libera al piano economico finanziario da 1,895 miliardi di euro di Autostrade Alto Adriatico.

La società lo ha comunicato ieri ai soci (Regione Friuli Venezia Giulia 92,5%, Regione Veneto 7,5%), riuniti in assemblea a Trieste, evidenziando l’importanza di questo passaggio.

Dopo il parere favorevole espresso a fine dicembre da Autorità di regolazione dei Trasporti, la procedura compie infatti un nuovo passo avanti e ora la documentazione sarà trasmessa al Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, per l’approvazione definitiva.

Un tassello tecnico, ma decisivo: il completamento dell’iter è necessario per realizzare le opere in agenda fino al 2053, anno di scadenza della concessione sulle tratte autostradali a Nord Est.

Premesso che il piano approvato da Autostrade Alto Adriatico a fine luglio 2024 risulta aggiornato finanziariamente a un incremento dei costi per materiali in era post Covid pari a circa 600 milioni, la partita riguarda soprattutto la terza corsia sulla A4 Trieste-Venezia – sin qui completata per due terzi, di fatto quasi interamente in autofinanziamento con i ricavi da pedaggio –, alla vigilia di un cantiere imponente, quello che interessa i 25 chilometri in Veneto tra San Donà e Portogruaro, già aggiudicato al Consorzio Eteria quale contraente generale per la progettazione esecutiva e realizzazione dei lavori (previsti tra fine 2026 e il 2031), con un investimento record (il più grande mai affrontato dalla concessionaria) di 870 milioni.

Nel comunicato di fine assemblea non si dimenticano i 12 chilometri tra Palmanova e Villesse, che costituiranno l’ultima tappa del progetto originario, un lotto non ancora finanziato, ma che viene inserito a pieno titolo nella mappa della terza corsia.

Come pure tutti i lavori accessori, compreso svincolo e nuovo casello di San Stino di Livenza, il cui progetto definitivo è stato approvato nell’estate di due anni fa.

Nell’aggiornamento del piano sono stati inoltre inseriti investimenti di manutenzione straordinaria per un valore di circa 370 milioni per la ricostruzione delle opere d’arte più datate (35 tra cavalcavia e ponti), non comprese nella costruzione della terza corsia.

«L’augurio – ha detto il presidente veneto, Alberto Stefani – è che ora il vaglio da parte del Cipess sia veloce, pur nella necessaria rigorosità, e che i lavori possano partire al più presto. Con i 25 chilometri nel tratto veneto e i 12 in quello friulano, uno dei principali assi viari del Nord Est e di tutta Italia cambia faccia, perché avrà una straordinaria evoluzione con importanti ricadute per l’economia dell’intera area e, fatto non secondario, per la sicurezza dei viaggiatori».

«Autostrade Alto Adriatico – ha dichiarato il presidente della concessionaria, Marco Monaco – ha dimostrato di essere un valore aggiunto per il territorio. Una società pubblica partecipata da due Regioni, che ha l’obiettivo di impiegare i ricavi per la costruzione di opere utili ai cittadini e alle aree produttive del Nord Est. È una circostanza che può portare benefici a tutta l’Italia in quanto la nostra rete è baricentrica nei traffici da e verso l’Europa».

Sulla stessa linea l’assessore del Friuli Venezia Giulia alle Finanze Barbara Zilli, che sottolinea come la società rappresenti «un esempio virtuoso dell’autonomia della nostra Regione».

Nelle parole di Zilli, che non fa mancare il plauso all’operato dei vertici di Autostrade Alto Adriatico, dei dirigenti e delle maestranze, torna l’idea di un’infrastruttura leva di sviluppo: «Stiamo costruendo un’arteria fondamentale per i traffici tra Est e Ovest, rafforzando il ruolo del Fvg sul piano economico, culturale e turistico».

Il dato che la società rivendica da parte sua con maggiore enfasi riguarda i traffici.

Nel 2025 la rete ha registrato oltre 54 milioni di transiti, due milioni in più rispetto all’anno precedente e 20 in più rispetto a vent’anni fa.

Parallelamente si è fortemente ridotto il tasso degli incidenti, oggi inferiore alla media nazionale anche nei tratti a due corsie: pure su questo c’è un confronto con i primi anni Duemila, con un calo dei sinistri attorno al 70%.

Altro elemento strategico, ribadisce la concessionaria, è la politica tariffaria: per l’ottavo anno consecutivo si è scelto di chiedere a Roma di non applicare aumenti dei pedaggi. —

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