A4, Autostrade dello Stato scrive a Salvini e Giorgetti: «Più risorse per la holding»
Il gruppo pubblico, socio di Cav, vuole chiarezza sul futuro della concessione. La società è stata costituita dal Governo nel 2024 con l’obiettivo di gestire le tratte autostradali in scadenza come la Brescia-Padova con l’affidamento in-house

La futura gestione della A4 Brescia-Padova non è mai stata solo una partita politica.
La concessione gestita da A4 Holding (Gruppo Abertis) va in scadenza il 31 dicembre 2026. E adesso che i numeri iniziano ad essere messi in fila emergono le vere problematiche sottese alla gestione di una infrastruttura così complessa e determinante per il Nord industriale italiano.
A sollevare il tema è la stessa Autostrade dello Stato, società pubblica costituita dal Governo nel 2024 con l’obiettivo di diventare holding autostradale, nella lettera trasmessa ai ministeri il 16 maggio scorso.
Nella missiva, con destinatari il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, emerge il cuore della questione e cioè quale sia la sostenibilità economica e finanziaria del progetto che, sul modello di Autostrade Alto Adriatico, punta a riportare una delle principali arterie autostradali del Paese sotto il controllo pubblico attraverso Cav, partecipata da Regione Veneto e dalla stessa Ads.
La società mette nero su bianco la necessità, per poter correre in questa partita, di un rafforzamento finanziario e patrimoniale.
Il documento formalmente aggiorna l’Esecutivo sulle attività della società, costituita due anni fa con una dotazione di 50 milioni di euro.
Ads evidenzia come il legislatore abbia previsto la possibilità di incrementarne il capitale fino a 580 milioni. Richiama inoltre gli stanziamenti successivamente assegnati — 28 milioni per il triennio 2025-2027 e ulteriori 18,5 milioni destinati agli investimenti — ma lascia intendere che tali risorse non siano sufficienti rispetto agli obiettivi attribuiti alla nuova holding pubblica delle partecipazioni autostradali.
Da qui il collegamento diretto con la Brescia-Padova.
Nel documento Autostrade dello Stato chiedendo ai ministeri competenti di valutare «la possibilità di imprimere un’accelerazione all’affidamento diretto a Cav della tratta A4», definisce un modello di governance che tenga conto del valore aggiunto che l'azionista statale «potrebbe apportare, anche in termini di innovazione tecnologica delle infrastrutture oggetto di concessione».
Ma è il passaggio successivo a far emergere il vero nodo.
La lettera precisa infatti che il nuovo assetto dovrà garantire «un equilibrio economico sostenibile» e soprattutto «un ritorno economico idoneo a consentire il rafforzamento dell'operatività di AdS».
E ancora la società pubblica ricorda che oggi non beneficia della distribuzione dei dividendi generati da Cav, poiché la delibera Cipe n. 3 del 2007 prevede che tali risorse vengano destinate al finanziamento di ulteriori interventi infrastrutturali individuati dalla Regione Veneto di concerto con il Ministero delle Infrastrutture.
Ergo la partecipazione detenuta in Cav non produce ritorni economici diretti per Ads, proprio mentre la società evidenzia la necessità di rafforzare la propria struttura patrimoniale e finanziaria.
Il che, letto con gli occhi del Mef, significa iniettare in Autostrade dello Stato risorse pubbliche ad oggi non previste.
L’intervento della società aggiunge complessità ad un quadro già sufficientemente complicato da numerosi dubbi di natura regolatoria.
Conftrasporto, la settimana scorsa, ha infatti presentato un esposto all'Autorità nazionale anticorruzione e alle istituzioni europee contestando il possibile ricorso all'affidamento in house. Secondo l’associazione l'assenza di una procedura competitiva potrebbe tradursi in minore efficienza e in un aggravio dei pedaggi per utenti e autotrasportatori, privando lo Stato dei benefici di una gara pubblica.
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