A22, la Ue boccia la prelazione. La palla ora passa al ministero
No comment della società Autobrennero, concessionaria in proroga della Modena-Brennero

All'indomani della decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che ha bocciato il diritto di prelazione nelle concessioni pubbliche, bocche cucite dal quartier generale di Trento di Autostrada del Brennero.
La pronuncia della Corte europea non è stata presa direttamente sulla A22, ma i principi sono chiari: «Il diritto di prelazione previsto dalla normativa italiana in materia di project financing è incompatibile con i principi europei di parità di trattamento, non discriminazione e concorrenza».
Il principio affermato dalla Corte è chiaro: le offerte devono essere valutate esclusivamente sulla base delle condizioni presentate entro i termini di gara, senza possibilità di riallineamenti ex post. Qualunque deroga a questo schema – sottolineano i giudici – mina la trasparenza della procedura e scoraggia la partecipazione degli operatori, in particolare quelli provenienti da altri Stati membri.
Il Mit ha riaperto a dicembre la fase di prequalifica per la A22 alla quale, oltre alla stessa Autobrennero attuale gestore della tratta in regime di prorogatio, avrebbero presentato domanda Autostrade per l’Italia (Aspi); Abertis, partecipata alla pari da Mundys (famiglia Benetton) e ACS; il gruppo Gavio; Sacyr tramite il consorzio SIS di cui detiene il 49% (l'italiana Fininc, della famiglia Dogliani, possiede il 51%). E sarà proprio il Ministero a dover valutare ora il da farsi. È da capire come il ministro Matteo Salvini intenda muoversi sulle gare attive, se rimangono valide o meno, e cosa fare: l'adeguamento sarà per il futuro o anche per le gare già aggiudicate.
Autostrada del Brennero è una società per azioni che opera in regime di concessione. Le quote azionarie sono detenute all’84,75% da Enti Pubblici, al 14,16% da Soci privati e all’1,09% dalla Società stessa. I principali soci sono: Regione Autonoma Trentino Alto Adige/Südtirol (32,29%), Provincia Autonoma di Trento (7,93%), Provincia Autonoma di Bolzano - Alto Adige (7,62%), Provincia di Verona (5,5%) e Comune di Verona (5,50%). La società è guidata dall'ad Diego Cartoni e dal presidente Hartmann Reichhalter.
«Pur riguardando un caso diverso, la pronuncia è rilevante anche per la gara di affidamento dell’A22, visto che il bando del Mit prevede un diritto di prelazione verso Autostrada del Brennero, concessionario uscente che – ricorda il Codacons – continua tuttora a gestire la tratta nonostante la concessione sia scaduta dal 2014. Sul punto si era già espressa la Commissione Europea che, tramite la Dg Grow, aveva dato parere negativo sul diritto di prelazione».
Lo stesso Mit aveva sospeso il bando a giugno del 2025, in attesa della pronuncia della Corte di Giustizia sulla compatibilità del diritto di prelazione con la normativa comunitaria definitivamente e finalmente chiarita dalla sentenza. Sul punto, il Codacons aveva presentato a settembre 2025 un’istanza di annullamento in autotutela al Ministero, contestando la sospensione visto che, di fatto, rappresentava un’ulteriore proroga della concessione ad Autobrennero.
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