A22, il Mit scrive a Bruxelles: «Avanti con la gara»
Al via la seconda fase del bando da 31 miliardi. L’europarlamentare Tosi: «Autobrennero ha lavorato bene e ha le carte in regola per vincere»

Il futuro della concessione dell’A22 entra in una fase decisiva. Con una lettera inviata a Bruxelles, il ministero delle Infrastrutture ha chiarito che, «in relazione all’operatività del diritto di prelazione in favore del promotore, la lettera di invito terrà conto sia delle valutazioni contenute nel parere della Dg Grow sia dei contenuti nella sentenza della Corte di Giustizia dell'Ue».
Un passaggio formale, ma dal peso politico ed economico enorme. Il dicastero guidato da Matteo Salvini conferma così l’intenzione di proseguire con la gara per la concessione cinquantennale dell’Autostrada del Brennero, un’operazione che vale oltre 30 miliardi di euro.
Si entra ora nella seconda fase della procedura: entro fine marzo dovrebbe essere trasmessa la lettera di invito agli operatori economici chiamati a presentare le offerte vincolanti. Tra i diversi soggetti interessati figurano Astm (Gruppo Gavio), A4 Holding (controllata da Abertis), il Consorzio Sis (Gruppo Matarrese)-Sacyr e Aspi.
Sul piano politico sono arrivate le prime reazioni. Flavio Tosi, europarlamentare di Forza Italia e conoscitore della materia per essere stato a lungod ex presidente dell’A4 Brescia-Padova, invita alla cautela.
«L’attuale concessionario dell’A22», ha detto l’ex sindaco di Verona, «ha dimostrato in questi anni una ottima capacità di gestione, per cui mi aspetto che abbia tutte le carte in regola per vincere la gara e proseguire con la realizzazione di tutti i progetti in cantiere che il territorio attende».
I numeri danno la misura della posta in gioco: il valore stimato della concessione supera i 31 miliardi di euro come fatturato atteso in 50 anni, mentre gli investimenti previsti ammontano a oltre 10 miliardi.
Ma è tra Trento e Bolzano, le cui province sono le storiche proprietarie dell’autostrada, che la tensione ieri è andata alle stelle. Le minoranze, alla luce delle indiscrezioni, hanno immediatamente chiesto le dimissioni dei presidenti Arno Kompatscher e Maurizio Fugatti nel caso in cui la concessione dovesse saltare. Kompatscher, dal canto suo, ha dichiarato di non essere ancora a conoscenza del documento ministeriale.
In questo contesto, il gruppo Campobase ha scelto di sospendere temporaneamente un’interpellanza sull’A22, accogliendo la richiesta di Kompatscher di avere più tempo per analizzare la documentazione. Una pausa che non viene letta come un arretramento: l’opposizione ribadisce l’obiettivo di fare piena luce nella prossima seduta, consapevole che la partita dell’Autobrennero ha un rilievo strategico per l’intero territorio.
La gara va avanti dunque e ora il quadro è cambiato. E ora, senza il paracadute della prelazione, la sfida si giocherà davvero sul terreno della concorrenza pura.
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