Zanatta pronto a salire nel capitale di Tecnica, Pesenti studia l’uscita
La famiglia, attualmente al 60%, valuta di aumentare la quota aggiungendo fino ad un 10%. L’operazione faciliterebbe il disimpegno di Italmobiliare. Sul restante un investitore o la Borsa

Italmobiliare, la holding di investimento della famiglia Pesenti, apre il dossier Tecnica Group. Nell’arco di qualche mese la famiglia Zanatta, titolare della maggioranza pari al 60% del capitale del polo dello sportsystem, dovrebbe rafforzarsi nel capitale.
Alberto Zanatta, presidente e primo azionista del gruppo, starebbe infatti valutando di aumentare ulteriormente il controllo sulla società, agevolando al tempo stesso l’avvio dell’uscita della holding dei Pesenti.
L’ipotesi sarebbe di salire fino ad un massimo del 10%, consentendo così a Italmobiliare di monetizzare una parte dell’investimento e, secondo fonti finanziarie, di realizzare una plusvalenza significativa: in quasi nove anni, la partecipazione avrebbe moltiplicato il proprio valore di circa sei volte.
A determinate condizioni, la holding potrebbe però restare ancora nel capitale durante la fase successiva, che potrebbe durare due o tre anni, accompagnando Tecnica verso un’eventuale Ipo o verso l’ingresso di un nuovo socio.
Italmobiliare è entrata nel capitale nel 2017 con un investimento da 60 milioni per il 40% della società. Lavori in corso, dunque, in casa Zanatta, la famiglia veneta che con Tecnica Group ha costruito uno dei poli più riconoscibili dello sportsystem internazionale.
Fondata a Giavera del Montello nel 1963 da Giancarlo Zanatta, l’azienda è cresciuta intorno a un portafoglio di marchi storici: Tecnica, Nordica, Blizzard, Lowa, Moon Boot e Rollerblade. Un perimetro che mette insieme calzature outdoor, scarponi, sci, pattini in linea e calzature fashion-sport, con brand che complessivamente sommano oltre 450 anni di storia industriale.
Il punto centrale resta il destino del restante 30%. L’ipotesi della quotazione è sul tavolo, ma rimane appunto un’ipotesi. Se oggi ci fossero le condizioni di mercato, il percorso sarebbe più immediato; il problema è che la finestra giusta non sembra ancora essersi aperta.
Non solo per Tecnica, ma per l’intero comparto di quelle aziende che avrebbero caratteristiche industriali e dimensionali per guardare alla Borsa, ma che in questa fase faticano a considerarla un percorso davvero percorribile.
Il contesto geopolitico, la volatilità dei mercati e la selettività degli investitori rendono più complesso immaginare un’Ipo nel breve termine. Da qui l’alternativa di un investitore finanziario, o comunque di un socio di minoranza di natura diversa, che possa rilevare in blocco la quota residua garantendo risorse e stabilità al nuovo ciclo di sviluppo.
Sul piano industriale, Tecnica arriva a questa fase con una piattaforma strutturata. Il gruppo guidato da circa un anno da Andrea Dorigo ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 541,3 milioni di euro, in crescita del 4,7% rispetto ai 516,9 milioni del 2024.
L’andamento positivo ha riguardato tutti i marchi, con il contributo più rilevante dei comparti Alpine e Lowa, che insieme hanno generato circa tre quarti dell’incremento complessivo. Positive anche le dinamiche di Moon Boot, spinta dagli Stati Uniti e dall’Italia, e di Rollerblade. La posizione finanziaria netta è migliorata a 116,8 milioni di indebitamento, rispetto ai 147,5 milioni di fine 2024, mentre il free cash flow è salito a 31,1 milioni, quasi il doppio rispetto all’anno precedente, favorito dalla gestione del capitale circolante e dal miglioramento del mark-to-market degli strumenti derivati.
È proprio questa maggiore capacità di generare cassa a rendere più credibile una nuova fase di sviluppo. Tecnica ha ridotto gli investimenti a 16,3 milioni, dopo il picco del biennio precedente, concentrandoli su nuovi prodotti, stampi, digitalizzazione e impianti produttivi. Il gruppo dispone oggi di una presenza in oltre 80 paesi, 10 tra filiali e agenzie dirette, più di 40 partner di distribuzione e circa 3.500 dipendenti.
Il 93% del fatturato è realizzato fuori dall’Italia, elemento che conferma la natura internazionale della piattaforma e spiega l’attenzione verso mercati come Stati Uniti e Cina, indicati tra le direttrici prioritarie del 2026.
L’ad Dorigo nei prossimi mesi continuerà nello sviluppo del progetto ambizioso finalizzato a potenziare la piattaforma multi-brand, con l’obiettivo di incrementare i volumi, migliorare la redditività e favorire una riorganizzazione interna.
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