Vino, cultura ed eventi: la cantina Rechsteiner modello di sostenibilità
La storica tenuta nel trevigiano vanta 54 ettari di vigneti gestita da Florian von Stepski-Doliwa

Una villa veneta del ’600 con gli affreschi della facciata principale venuti alla luce dopo un recente restauro. Un parco con platani secolari, la ghiacciaia interrata, il ponticello di Monet, il laghetto delle ninfee e quel che resta del tempietto del tè, abbattuto dal crollo di un albero dopo un fortunale. È questo il valore aggiunto della tenuta Rechsteiner, a Piavon di Oderzo, nel cuore della campagna trevigiana, una delle aree più vocate della Doc Venezia, dove vino, cultura, didattica, sociale, storia e arte si fondono in un’esperienza unica.
A dirigere oggi l’azienda è il barone Florian von Stepski-Doliwa, discendente diretto di Friedrich Rechsteiner, che acquistò la proprietà nel 1881 dai conti Revedin, la cui villa originariamente era appartenuta alla famiglia Bonamico. Sono 54 gli ettari vitati, con una produzione annua di circa 120 mila bottiglie. Buona parte dei vigneti sono di Glera, quindi Prosecco Doc, 70 mila bottiglie, vendute in gran parte all’estero, tra Stati Uniti, Regno Unito, Polonia, Canada. Ma c’è anche la grande attenzione agli autoctoni, come il Manzoni Bianco e ancora Pinot grigio, Taj (l’ex Tocai dei friulani), Chardonnay, Sauvignon, Raboso Malanotte, Carmenere, Merlot, Pinot Nero. Un lungo elenco di etichette, dunque, che si possono trovare in questa azienda fornita di punto vendita all’interno della tenuta, dove c’è un grande salone, ricavato al posto della vecchia latteria, dedicato a degustazioni e centro convegni.
Rechsteiner è sinonimo di multifunzionalità, dinamismo e versatilità. Il core business è rappresentato dalla coltivazione della vite e dalla produzione di vini di qualità, protagonisti nelle varie proposte di visita con degustazione. Nel tempo, l’azienda ha sviluppato attività collaterali, ospitando eventi culturali, proponendosi alle scuole con programmi di supporto alla didattica e offrendo servizi di ospitalità nell’annesso agriturismo, con il suo ristorante e le sue camere. A ciascuno di questi dipartimenti è stata dedicata una rosa, tratta dallo stemma di famiglia e di colore diverso, che vuol essere il simbolo di fioritura e di crescita.
L’intera gamma di vini dell’azienda di Piavon è un’espressione autentica del territorio, capace di raccontare la storia e il patrimonio della tenuta in ogni bottiglia. L’affinamento di ogni varietà, fino all’imbottigliamento, avviene nella cantina che custodisce secoli di storia e di passione. Di notevole impatto volumetrico ed eleganza, impreziosita da prospetti intonacati a marmorino, l’attuale cantina risale al Seicento quando fungeva da magazzino per la conservazione dei raccolti, in particolare grano, mais, orzo e segale. Oggi rappresenta un luogo centrale di Rechsteiner nel quale si manifesta la filosofia aziendale che coniuga e promuove il vino come un bene culturale da abbinare ad attività musicali ed artistiche. All’interno della bottaia, infatti, tra antiche mura dove maturano i vini più pregiati, trovano spazio numerose e importanti installazioni artistiche. Inoltre è anche il luogo dove prendono vita masterclass musicali che restituiscono voce e anima a questo ambiente ricco di fascino. Carmenere e Manzoni bianco le espressioni migliori dell’azienda. «Con il controllo della filiera e l’uso delle più moderne tecnologie enologiche - spiega l’imprenditore Florian von Stepski-Doliwa - , garantiamo vini di alta qualità nel rispetto dell’ambiente».
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