Unox, ordini su del 14%. Cresce il mercato indiano
Il fatturato nei primi 9 mesi dell’anno resta indietro per il fermo assunzioni. Prende forma Qbo. Pro, il robot multifunzione che non necessita supervisione. «Ci chiedono soluzioni per colmare il gap di manodopera nelle cucine»

I primi nove mesi del 2026, nonostante le guerre continuino a cambiare gli equilibri dei mercati, sono stati positivi per Unox. L’azienda padovana produttrice di forni professionali, ha registrato un fatturato di 250 milioni di euro, in aumento del 5% rispetto ai primi nove mesi del 2025, e un ingresso ordini di 270 milioni, in crescita del 14%.
Una variazione percentuale dovuta principalmente alla prudenza: «Dopo l’inizio della guerra in Iran, la situazione era molto incerta e quindi abbiamo congelato le assunzioni in attesa di capire come si sarebbero evoluti gli scenari», spiega Nicola Michelon, ad di Unox. «Abbiamo continuato a ricevere ordini, lasciando però un po’ indietro il fatturato. Da agosto la situazione non era più sostenibile, quindi le abbiamo riaperte per cercare di recuperare il portafoglio accumulato».
La crescita degli ordini ha interessato tutti i continenti, Solo l’area mediorientale ha subito una battuta d’arresto, mentre in Europa la situazione resta tutto sommato positiva «nonostante qualche nube all’orizzonte», specifica Michelon.
A dare i risultati migliori è l’area asiatica: «Negli ultimi anni abbiamo aperto una serie di sedi e di Experience Center, facendo investimenti importanti in tutta l’area che stanno dando notevoli ritorni». A spiccare in particolar modo è l’India, dove una serie di ingenti investimenti infrastrutturali ha dato una forte spinta all’economia del Paese impattando sul potere d’acquisto degli indiani e dunque anche sulla loro possibilità di consumare cibo cucinato fuori casa.
Unox punta molto sullo sviluppo internazionale. E infatti il 40% dei dipendenti, pari a 800 unità, lavora nelle sedi estere. Inoltre, quest’anno sono stati aperti tre nuovi Experience Center: uno in Arabia Saudita, uno in Indonesia e uno in Danimarca. «Sono luoghi nei quali i clienti possono venire a testare i prodotti, utilizzarli e fare tutte le prove necessarie prima di confermare l’acquisto», spiega l’ad. «Stiamo anche rinnovando la nostra struttura in Germania e apriremo a breve un Experience Center nei Paesi Bassi».
La stessa strategia di vendita verrà presto applicata anche per Qbo.PRO: il prodotto nato dall’acquisizione di Roboqbo dello scorso anno. Si tratta di un robot professionale multifunzione in grado di preparare, miscelare, cuocere e raffreddare gli alimenti all’interno di un’unica macchina. Secondo Michelon, andrà a colmare il gap di manodopera sempre più presente nelle cucine. Perché se è vero che le abitudini alimentari stanno cambiando e sempre più persone a livello globale mangiano fuori, è anche vero che si trovano sempre meno persone disposte a lavorare all’interno di quelle stesse cucine. «Per questo i nostri clienti ci chiedono soluzioni che consentano di automatizzare il processo di cottura, in modo che non debba necessariamente essere supervisionato da un cuoco», racconta il Ceo.
Negli ultimi mesi il gruppo ha lavorato su Qbo.PRO per adattarlo all’interfaccia degli altri prodotti Unox e migliorarne le prestazioni, e da questo mese ha iniziato a sviluppare un vero e proprio lavoro commerciale. «In termini di crescita», spiega l’ad, «ci aspettiamo che il contributo di questa acquisizione cominci a manifestarsi dai primi mesi dell’anno prossimo».
La previsione di Michelon per il 2026 è quella di chiudere con una crescita del fatturato compresa tra il 9% e l’11%, mentre per quanto riguarda l’ingresso ordini, prevede un andamento in linea con quello dei primi nove mesi dell’anno, quindi una crescita compresa tra il 14% e il 15%.
«Per l’anno prossimo, invece, è molto difficile fare delle stime, anche se l'andamento degli ordini di quest’anno ci fa ben sperare almeno per i primi mesi del 2027», sottolinea, «però ultimamente il mondo cambia troppo in fretta. Manteniamo una certa prudenza».
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