Trimestrale Eni, utili raddoppiati e produzione +11%
Grazie alla performance della E&P (Esplorazione e produzione), di Ggp (Gas e Gnl) e dei satelliti della transizione, nel periodo aprile-giugno 2026 l'Ebit proforma adjusted di Gruppo si è attestato a 5,38 miliardi, il doppio rispetto al trimestre di confronto.

Eni archivia il primo semestre 2026 con l'utile netto rettificato a 3,635 miliardi di euro, in progresso del 43% sullo stesso periodo del 2025 mentre nel secondo trimestre di quest'anno si è attestato a 2,333 miliardi in crescita del 106%. Eccellente anche la crescita della produzione: dell’11% su base omogenea, al netto dell’effetto prezzo. Grazie alla performance della E&P (Esplorazione e produzione), di Ggp (Gas e Gnl) e dei satelliti della transizione, nel periodo aprile-giugno 2026 l'Ebit proforma adjusted di Gruppo si è attestato a 5,38 miliardi, il doppio rispetto al trimestre di confronto.
La divisione Esplorazione e Produzione ha chiuso il trimestre con un Ebit proforma adjusted di 4,77 miliardi di euro, in aumento del 42% rispetto ai primi tre mesi dell'anno e del 97% su base annua. A favorire il risultato sono stati i maggiori volumi produttivi, l'efficienza nei costi e migliori prezzi di realizzo del greggio: il Brent si è attestato in media a 104,52 dollari al barile, il 54% in più rispetto al secondo trimestre 2025, mentre i prezzi del gas sono aumentati del 18%. L'effetto positivo è stato solo in parte attenuato dall'andamento del tasso di cambio euro-dollaro.
Continua a crescere anche la divisione Ggp & Power, che ha registrato un Ebit proforma adjusted di 500 milioni di euro, di cui 470 milioni riconducibili a Ggp, in aumento del 46% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, grazie all'ottimizzazione del portafoglio di attività e i benefici connessi alle rinegoziazioni e accordi.
Enilive ha più che raddoppiato il proprio Ebit proforma adjusted, raggiungendo 290 milioni di euro, grazie soprattutto alla crescita della bioraffinazione e a uno scenario di mercato più favorevole.
Anche Plenitude ha registrato una forte crescita, con un Ebit proforma adjusted di 230 milioni di euro, in crescita del 70% rispetto allo stesso periodo del 2025. A sostenere il risultato sono stati l'aumento dei volumi nelle rinnovabili e la sospensione degli ammortamenti legata al processo di deconsolidamento in corso.
Segnali positivi arrivano anche dalla raffinazione, che torna in utile dopo la perdita dello scorso anno con un Ebit proforma adjusted di 80 milioni di euro, grazie al miglioramento dei margini di raffinazione, in parte compensato dall'aumento dei costi dei noli e dal restringimento dei differenziali tra i greggi pesanti e leggeri, che ha penalizzato i margini dei cicli complessi.
Resta invece in perdita la chimica, anche se con segnali di miglioramento. Il business di Versalis ha evidenziato segnali di miglioramento grazie alle misure di ristrutturazione in corso e alle chiusure di impianti effettuate lo scorso anno, con una perdita in riduzione del 65% a circa 0,07 miliardi di euro, anche a seguito di interruzioni temporanee dell'offerta che hanno sostenuto i margini delle commodity plastiche.
Riproduzione riservata © il Nord Est








