Trevi, l’Opa in Consob: Webuild alla sfida con Icop

Primo passo per l’offerta da 295 milioni del gruppo guidato da Pietro Salini che offre 4,50 euro per azione. Sul tavolo resta però anche l’Ops lanciata a giugno dall’azienda friulana

Massimo Lapenda
Basiliano. La sede dell’impresa di costruzioni Icop a Basiliano
Basiliano. La sede dell’impresa di costruzioni Icop a Basiliano

L’offerta pubblica di acquisto di Webuild per Trevi-Finanziaria Industriale approda in Consob. Si tratta del primo passo formale dopo che il gruppo guidato da Pietro Salini ha annunciato il 29 luglio scorso il lancio dell’offerta da 295 milioni di euro. L’operazione, secondo il colosso delle infrastrutture, consentirà di generare rilevanti sinergie industriali e commerciali e di rafforzare il posizionamento competitivo di Trevi e nelle gare per i grandi progetti.

Il documento d’offerta sarà pubblicato a esito della relativa istruttoria della Consob. Webuild ha provveduto inoltre a notificare l’operazione all’autorità garante della concorrenza e del mercato ed alla presidenza del consiglio dei ministri. Il gruppo provvederà anche al «tempestivo deposito delle ulteriori istanze necessarie ai fini del soddisfacimento delle condizioni di efficacia dell’offerta», spiega la società in una nota.

L’Opa di Webuild, giunta dopo l’offerta pubblica di scambio su Trevi annunciata dalla friulana Icop il 28 giugno scorso, riconoscerà un corrispettivo interamente in contanti di 4,50 euro per ciascuna azione portata in adesione, con una valorizzazione complessiva pari a circa 295 milioni. Il corrispettivo incorpora un premio del +29,8% rispetto al prezzo di Trevi rilevato alla chiusura del 26 giugno 2026. L’obiettivo di Webuild è acquisire l’intero capitale per poi procedere al delisting di Trevi da Piazza Affari. Il perfezionamento dell’offerta è previsto nel corso del secondo semestre 2026.

In occasione della presentazione dell’operazione al mercato, l’amministratore delegato di Webuild, Pietro Salini, aveva sottolineato come l’offerta rappresentasse il «primo concreto passo in direzione del nuovo piano. Attraverso l’acquisizione di Trevi porteremmo all’interno del gruppo competenze strategiche ad alto valore aggiunto, aumentando il controllo sull’esecuzione dei progetti e rafforzando la competitività nelle gare». E sull’entità di Trevi, il top manager aveva spiegato come Webuild non «intende modificare l’identità di Trevi, ma preservarla e valorizzarla. Trevi continuerà a essere un centro di eccellenza italiano, con sede, persone e competenze saldamente radicate in Italia». La valorizzazione di Trevi all’interno del gruppo Webuild, si legge in una nota, permetterà di generare rilevanti sinergie pari a circa 80-90 milioni di euro di margine operativo lordo (Ebitda) all’anno a regime, tale da rendere l’operazione accrescitiva sull’Ebitda del gruppo per 150-170 milioni. L’offerta pubblica di acquisto è stata accolta in modo positivo dagli analisti.

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