Il boom dell’e-commerce spinge Calicantus al top

La società veneziana di servizi digitali continua a correre nel primo semestre. Il co-fondatore Valentino Bergamo: «Curiamo le vendite online delle aziende, diversi brand si sono resi conto che farlo internamente non è più sostenibile»

Lorenza Raffaello
La squadra di Calicantus davanti alla sede dell’azienda
La squadra di Calicantus davanti alla sede dell’azienda

Il tasso di crescita del 2025 è stato del 43,6% e il Financial Time l’ha annoverata tra le 100 aziende più performanti d’Europa.

Calicantus, società di Quarto d’Altino che opera nel settore digital, non è un unicorno, visto che la sua fondazione, nel 2006, è precedente all’anno in cui è stato coniato il termine, e la sua crescita è pura, cioè non derivante da acquisizioni.

Secondo Valentino Bergamo, il fondatore, è frutto di tre fattori: «Primo, essere nel posto giusto, cioè nel settore dell'e-commerce che cresce due o tre volte di più rispetto al mercato normale. Secondo, una grossa fidelizzazione di clienti: ne acquisiamo di nuovi e manteniamo una buona retention tra quelli vecchi. Terzo, nel mercato italiano ci confrontiamo con tre o quattro player e noi riusciamo a distinguerci: questo fa bene alle reputazione».

A questo se ne aggiunge un altro: la costante volontà di innovare, accreditata dai progetti in partnership con i migliori atenei in Italia.

Calicantus è una società specializzata nella gestione in outsourcing di progetti e-commerce, con operatività in oltre 200 Paesi tra logistica, gestione fiscale e digital marketing per brand B2B e B2C.

Nel 2025 l'azienda ha chiuso con un fatturato di 39,4 milioni di euro, in crescita del 43,6% rispetto ai 27,4 milioni del 2024 e nel primo semestre 2026 le vendite online gestite sono salite del 48,5%.

«Tutto nasce 20 anni fa quando, io e il mio socio Matteo Comin, abbiamo scelto di puntare alle vendite online applicando lo stesso modello di oggi: prendere in carico le operatività legate alla vendita online per conto dei brand», spiega Bergamo.

«Le aziende di solito sono orientate a gestire clienti B2B, non tanto il cliente finale, di contro il consumatore vuole avere un rapporto diretto e personalizzato. In questo rapporto noi facciamo da mediatore, andiamo a coprire le attività che l’azienda non riesce a supportare. Di solito siamo più convenienti rispetto ad una gestione interna».

Lo sviluppo del business di Calicantus è legato a due grandi eventi che hanno segnato la crescita dell'e-commerce in Italia.

Il primo è stato l'avvento dello smartphone, nel 2010: da allora il commercio elettronico ha conosciuto una crescita costante e trasversale.

Il secondo grande acceleratore è stato il Covid.

Secondo Bergamo, la pandemia ha digitalizzato milioni di consumatori, generando una spinta dal basso; parallelamente, molte aziende hanno superato remore commerciali e ideologiche, insieme al timore di scavalcare gli altri attori della propria filiera, decidendo di investire nel digital commerce.

Oggi si apre una nuova fase: molte aziende stanno ripensando le strategie: «Si sono rese conto che i progetti di e-commerce interno non sono più sostenibili e che serve coerenza in tutti i canali di vendita, per questo si affidano ai grossi player. Anche perché se desiderano crescere è necessario che puntino all’internazionalizzazione, noi per esempio in un paio di mesi riusciamo a portarli in 200 Paesi».

L'organico di Calicantus conta oggi una cinquantina di persone, la maggior parte under 35.

La crescita aziendale, negli anni, ha riguardato soprattutto i volumi più che il numero di dipendenti: per rendere il modello sostenibile, l'azienda punta su economie di scala, digitalizzazione, automazione e, sempre più, intelligenza artificiale.

«Il fattore umano resta centrale soprattutto nella relazione con il cliente finale e con il brand, oltre che nelle strategie e nelle idee: la tecnologia libera le persone dall'operatività più ripetitiva, permettendo loro di dedicarsi ad attività più stimolanti», conferma il Ceo.

«Le assunzioni riguardano trasversalmente diversi settori aziendali, dal customer care allo sviluppo software, dalla logistica all'amministrazione. Il turnover si mantiene molto basso: la filosofia aziendale non chiede alle persone di "vendere il proprio tempo", ma le proprie competenze».

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